• Articolo , 26 gennaio 2009
  • Obama: limiti più severi per le emissioni auto

  • Il presidente USA disporrà che l’EPA riconsideri la richiesta di 14 Stati di fissare obiettivi di riduzione nei consumi e nelle emissioni delle automobili più ambiziosi rispetto a quelli federali

In forte rottura con il suo predecessore, il neo-presidente degli Stati Uniti si troverà oggi a dirigere la riunione dell’Environmental Protection Agency (EPA) per approvare le richieste formulate dalla California, e altri 13 Stati membri, in materia di diritto a fissare gli standard delle emissioni auto. La direttiva presidenziale disporrà che l’EPA riconsideri il rifiuto precedentemente espresso dall’amministrazione Bush sui limiti più rigidi in fatto di CO2 avanzati nel 2007 dai 14. Le intenzioni ‘ambientali’ del governatore Schwarzenneger (abbattere del 30% entro il 2016 le emissioni climalteranti) e degli altri Stati, fra cui New York, Massachusetts, Oregon e Pennsylvania, più ambiziose rispetto alle stesse leggi federali, si erano dovute scontrare con un muro d’opposizione da parte della Casa Bianca, dimostratasi piuttosto a favore della preoccupata industria automobilistica. Barack Obama sembra dunque non smentire la preannunciata politica di svolta e dalla giornata di oggi ci si aspetta anche che il Presidente USA dia istruzioni al dipartimento dei Trasporti affinché siano sbloccati i nuovi regolamenti con cui si dovrà imporre alle case automobilistiche migliori standard di efficienza sul fronte dei consumi dei carburanti auto. Si tratta di misure previsti dalla legge del 2007 che l’ex presidente aveva deciso tuttavia di non emettere. Anche se approvate, ovviamente le nuove norme non avranno effetto immediatamente, ma dovrà attendere ora un periodo di revisione che richiederà qualche mese e intanto si preannuncia anche una direttiva con cui Obama chiederebbe a tutte le agenzie federali di cominciare a mettere in linea gli edifici governativi con più elevati standard d’efficienza energetica. Una mossa che potrebbe portare al risparmio di qualcosa come due miliardi di dollari all’anno.