• Articolo , 26 gennaio 2011
  • Obama: nel 2035 l’80% dell’elettricità dovrà essere ‘green’

  • Il numero uno degli Stati Uniti ha consegnato il proprio Discorso sullo Stato dell’Unione dedicato all’energia pulita, ai sussidi per il petrolio e alla mobilità sostenibile

Dopo esser stato costretto a spostare in secondo piano, durante il 2010, la questione ambientale, nonostante fosse stato uno dei vessilli della sua campagna elettorale, Barack Obama apre il 2011 rilanciando il _“green thinking”._ Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione il presidente Usa torna a discutere di energia, sussidi al petrolio, treni ad alta velocità, e di tutte quelle tematiche in grado di avere un impatto diretto sulla vita futura. Obama sembra fare esperienza dell’anno passato quando l’atteso testo normativo riportante il limite alle emissioni e l’istituzione di un mercato di scambio dei crediti del carbonio aveva subito una sonora sconfitta al Senato optando per una politica ambientale fatti di piccoli ma progressivi passi. E lo mette in chiaro nel suo discorso che, passando attraverso le tematiche dell’energia, della mobilità e degli investimenti verdi, rincorre ancora una volta “il sogno americano”. “Facciamo le cose in grande. Fin dai primi giorni della nostra fondazione, l’America è stata la storia della gente comune che ha il coraggio di sognare. Ecco come si vince il futuro”, ha dichiarato Obama.
E per il domani americano il presidente Usa è pronto a fissare nuovi target a partire da quello dedicato al settore interno della produzione elettrica: “Vi sfido a unirvi a me nel fissare un nuovo obiettivo: entro il 2035, l’80 per cento dell’elettricità americana proverrà da fonti di energia pulita. Alcune persone vogliono l’eolico e il solare. Altri vogliono nucleare, il carbone pulito e il gas naturale. Per raggiungere questo obiettivo, avremo bisogno di tutto”. Ma non basta. Il cordone ombelicale con il petrolio pesa sull’indipendenza energetica Usa e il discorso presidenziale non può che convergere su nuovi investimenti dedicati alle tecnologie pulite esortando il Congresso a eliminare miliardi di dollari in sovvenzioni alle compagnie petrolifere. Investimenti che dovranno servire anche agli States a non farsi superare dalla corsa alle rinnovabili intrapresa da Cina e India.
“Invece di sovvenzionare l’energia di ieri, facciamo investire nel domani”, ha affermato Obama. “Ora, le innovazioni in materia di energia pulita si tradurranno in posti di lavoro. Con più di ricerca e di incentivi, siamo in grado di spezzare la nostra dipendenza dal petrolio grazie ai biocarburanti, e diventare il primo paese ad avere un milione di veicoli elettrici su strada entro il 2015”.
Un ottimismo incrollabile quello del numero uno degli States appannato tuttavia dalle dimissioni di Carol Browner, la consulente della Casa Bianca per le politiche climatiche e l’energia. La conferma è stata fornita ai media dalla stessa Browner, secondo cui “la rinuncia non ha alcuna motivazione particolare, semplicemente è il momento di andarsene”, assicurando il proprio orgoglio per i risultati raggiunti durante il suo mandato.