• Articolo , 23 novembre 2009
  • Obama pronto ad un ‘target CO2’ per Copenaghen… provvisorio

  • Fonti vicine al presidente fanno intendere che a breve si possa presentare dall’amministrazione americana l’annuncio di un obiettivo di riduzione delle emissioni serra da riadattare alla normativa climatica finale

(Rinnovabili.it) – Un obiettivo di riduzione delle emissioni dei gas serra statunitensi? Secondo le ultime indiscrezioni il Presidente Barack Obama starebbe valutando la possibilità di fissare un target nazionale provvisorio rimuovendo così l’ostacolo maggiore per un nuovo accordo mondiale nella lotta cambiamenti climatici. Il quotidiano britannico Observer ha infatti appreso che i funzionari dell’amministrazione si sono riuniti a Capitol Hill, alla presenza di negoziatori internazionali e esponenti chiave del Congresso, per fissare un obiettivo temporaneo da portare sul tavolo del Vertice Onu.
Todd Stern, inviato speciale per il cambiamento climatico, ha spiegato che l’amministrazione ha riconosciuto la necessità americana di farsi avanti con una cifra precisa in materia di tagli alle emissioni, soprattutto in considerazione che insieme alla Cina il Paese ‘stelle e striscie’ è responsabile del 40% dei gas a effetto serra rilasciati a livello globale ed entrambi mancano all’appello delle proposte climatiche.
“Ciò che stiamo tentando di fare, in sostanza, è capire se si possa metter giù un numero provvisorio che verrebbe subordinato alla nostra legislazione”, ha detto Stern da Copenaghen.
Stern non ha rilasciato alla stampa dettagli in merito ai presunti tagli, ma si ritiene probabile che si possa trattare di una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra pari al 14-20% entro il 2020, rispetto ai livelli del 2005. La Casa Bianca e Dipartimento di Stato hanno anche discusso l’idea di presentare una serie di obiettivi, piuttosto che una determinata cifra.
Ricordiamo che la Camera dei Rappresentanti ha approvato una legge restrittiva lo scorso giugno per operare un taglio delle emissioni degli Stati Uniti del 17%. Una proposta ora in fase di esame dal Senato presenterebbe invece una percentuale del 20%, ma alcuni fondamentali senatori democratici hanno respinto l’obiettivo come troppo stringente. Per Jonathan Lash, presidente del World Resources Institute, Obama ha di fronte a sè diverse opzioni: “Una di quelle sotto discussione dovrebbe essere dovrebbe essere quella di offrire una gamma: come a dire ‘ecco quello che ci auguriamo di essere in grado di proporre’ e che la gamma possa andare da quello che il presidente si è sempre impegnato a promettere nella sua campagna, un meno 14%, fino al numero più alto nella normativa in sospeso, che è del 20%”.