• Articolo , 17 novembre 2010
  • OCSE, in Giappone solo il 3% dell’energia è da fonte rinnovabile

  • Il Giappone si impegna, ma potrebbe fare di più. L’affermazione è dell’OCSE che dopo aver valutato i progressi della nazione in ambito ambientale ha stabilito la necessità di un intervento immediato che riduca la dipendenza dalle fonti fossili intensificando la tutela delle risorse

(Rinnovabili.it) – Dall’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, arriva un monito per il Giappone affinché intensifichi le proprie attività di salvaguardia ambientale. La nazione del Sol Levante dovrà quindi fare di più e lottare contro il cambiamento climatico, oltre che in favore della tutela delle biodiversità. Le conclusioni sono state tratte a seguito della revisione di un documento dell’Organizzazione, redatto dopo aver analizzato i progressi fatti dal paese e confrontandoli con una precedente analisi condotta nel 2002 dal titolo _Environmental Performance Review_. Prendendo in considerazione diversi ambiti, dalla gestione dei rifiuti alle politiche ambientali, dalla conservazione della biodiversità alla impiego delle risorse naturali l’OCSE ha concluso come, nonostante siano stati fatti dei passi in avanti per ciò che riguarda l’efficienza energetica, la gestione dell’acqua e dei rifiuti, mantenendo stabili le emissioni di inquinanti, si sia intensificata la pressione sulla natura a danno della biodiversità.
Secondo quanto dichiarato dall’OCSE, dopo un periodo di modesta crescita economica il Giappone sarebbe infatti stato colpito dalla recessione economica verificatasi nel biennio 2008-2009 che ha però prontamente cercato di contrastare organizzando il pacchetto anti-crisi contenente diversi aiuti a favore del settore ambiente in percentuale pari al 16% per un totale di 28 miliardi di dollari. Oltre al supporto in favore dell’agricoltura il pacchetto conteneva sostegni per l’industria automobilistica che potrebbero aver danneggiato l’ambiente incrementando lo smog e falsando la concorrenza sul mercato. A tal proposito il Segretario generale dell’OCSE, Angel Gurría, ha invitato il Giappone ha riformare la propria politica ambientale dichiarando “All’interno della riforma delle tasse 2011 il Giappone dovrebbe utilizzare al meglio gli strumenti di mercato come le tasse ambientali, che possono essere applicate al settore economico nel suo complesso. Crediamo essi debbano fornire un’alternativa più conveniente, mettere a disposizione incentivi che facilitino il raggiungimento degli obiettivi politici ambientali riducendo la pressione sul bilancio pubblico e promuovendo l’innovazione tecnologica”.
A queste criticità si va ad aggiungere la consapevolezza che, benché il Giappone vanti un settore industriale tra i meno energivori del Pianeta attualmente la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili rappresenta solo il 3% sul totale generato, nonostante la domanda stia crescendo in maniera costante. A tal fine l’OCSE ha lanciato un appello alla nazione affinché venga al più presto ridotta la dipendenza dai combustibili fossili puntando sempre l’attenzione sul rispetto delle risorse e sulle politiche di contrasto all’emissione dei gas climalteranti.