• Articolo , 8 maggio 2008
  • OMS, allarme per il rapporto inquinamento-decessi

  • Sono in crescita patologie e morti dovute all’inquinamento, soprattutto in zone urbanizzate o interessate da traffico di autoveicoli

La stima della mortalità, a causa dei cambiamenti climatici, secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sta per essere rivalutata al rialzo rispetto a quella effettuata nel 2003, che valutava 150.000 decessi, (pari al numero delle vittime della bomba atomica che colpì Hiroshima). Tutto ciò risulta da un incontro organizzato dalla “Europea Medical Association” (EMA) sulle conseguenze delle alterazioni climatiche sia sulla salute che sull’ambiente.
”Stimiamo un forte aumento della mortalità rispetto agli ultimi dati – ha dichiarato al convegno Bettina Menne dell’OMS – tra effetti diretti e indiretti”. L’OMS, prevede, infatti, un incremento delle malattie tropicali e respiratorie. ”La presenza della Chikungunya in Italia – ha continuato la Menne – è una dimostrazione di quanto sta accadendo e ci saranno conseguenze anche sull’acqua potabile”. Le aree più a rischio sono quelle costiere, l’Africa sub-sahariana e le piccole isole. Il nesso esistente tra clima e salute, secondo l’EMA, é ancora tutto da approfondire.
“I cambiamenti climatici hanno effetti diretti sulla salute, in particolare per alcune patologie bronchiali – ha specificato Vincenzo Costigliola, presidente dell’EMA – occorre un approccio multidisciplinare che coinvolga medici, chimici e fisici nello studio dei fattori scatenanti”.
Secondo Luigi Campanella, presidente della Società Chimica Italiana, il collegamento tra inquinamento e salute va imputato per il 60% alle città ed ai trasporti.
“E’ sui trasporti che bisogna intervenire – ha dichiarato infatti Campanella – negli anni si é assistito a diversi passaggi, con la benzina rossa, ci sono stati casi di avvelenamento da piombo nel sangue, con la benzina verde, nella citta’ di Roma, dal 1985 al 1994 sono aumentati del 1.800% i casi di tumore al rene e oggi, ci troviamo di fronte al problema del particolato, responsabile di patologie polmonari”.
“Elementi catalizzatori che una volta inalati – ha spiegato Claudio Botre, della Facoltà di Chimica dell’Università La Sapienza – continuano la loro azione interferendo con il metabolismo, accelerandolo, rallentandolo o bloccandolo”.