• Articolo , 14 ottobre 2008
  • Oms, Fao e Efsa. A loro la parola sul riscaldamento globale

  • “Cambiamento climatico e impatti sanitari su cibo, acqua e nutrizione”. Parte da Roma l’allarme che coinvolge tutta l’Europa, in tema di salute, sicurezza alimentare ed idrica

Le recenti proiezioni dell’Intergovernmental Panel on Climate Change hanno messo in guardia contro un aumento della temperatura fino a 6 C° nel corso di questo secolo, con ovvie ricadute sullo stato di salute, sulla nutrizione e la sicurezza alimentare ed idrica. In previsione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione del 16 ottobre, dedicata al tema “Approvvigionamento alimentare mondiale: le sfide del cambiamento climatico e della bioenergia”, l’Organizzazione Mondiale della Sanità Ufficio Europeo (OMS Europa), l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), e l’Organizzazione per gli Alimenti e l’Agricoltura (FAO) hanno organizzato oggi seminario dal titolo “Cambiamento climatico e impatti sanitari su cibo, acqua e nutrizione”. L’incontro è stato l’occasione per studiare, a livello europeo, iniziative efficaci nella lotta il riscaldamento globale e per mandare un importante avvertimento. Secondo quanto affermano le tre organizzazioni in una nota congiunta il costo globale del cambiamento climatico potrebbe costare fino al 5% del prodotto interno lordo mondiale entro la fine di questo secolo a causa degli effetti che si ripercuoteranno su salute, produzione e approvvigionamento di cibo, sicurezza alimentare e rifornimento idrico. Soltanto in Italia, spiegano OMS, FAO e EFSA, le precipitazioni sono diminuite del 14% negli ultimi 50 anni e si prevede in questo secolo un aggravamento della siccità e una riduzione dell’approvvigionamento idrico, soprattutto nel Sud. “Il Mediterraneo – dichiarano – è un punto focale riconosciuto per il cambiamento climatico. La regione è già caratterizzata da scarsità di risorse idriche, che sono anche distribuite in maniera ineguale tra i Paesi. Con il cambiamento climatico, è probabile che l’area subisca una diminuzione del 25% delle piogge invernali”.