• Articolo , 21 settembre 2010
  • ONU: così la Green Economy può combattere la povertà

  • A soli cinque anni dalla scadenza degli Obiettivi del Millennio un nuovo rapporto delle Nazioni Unite mette in luce le realtà dove l’applicazione di una strategia di sviluppo verde si è trasformata in un valido strumento per lottare contro fame, povertà, disoccupazione e carenti condizioni di salute

(Rinnovabili.it) – Investire in energia pulita, trasporti sostenibili, nel patrimonio forestale ed in un’agricoltura ecocompatibile è essenziale per raggiungere gli obiettivi di lotta alla povertà concordati a livello internazionale. Lo sostiene “A Brief for Policymakers on the Green Economy and the Millennium Development Goals (MDGs)”:http://www.unep.org/greeneconomy/Portals/30/docs/policymakers_brief_GEI&MDG.pdf, nuovo rapporto Unep lanciato in occasione dell’incontro tra capi di stato e ministri presso il Palazzo di Vetro per esaminare i progressi internazionali ottenuti sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
Mancano, infatti, solo cinque anni al termine prescritto per la realizzazione degli otto MDG su cui si sono impegnati tutti i 191 stati membri dell’ONU. Partendo dalla costatazione delle difficoltà create dal degrado ambientale nel raggiungimento di tali obiettivi, il documento mette in luce una serie di casi dove l’applicazione dei principi della Green economy ha determinato benefici, non solo in termini di sostenibilità ambientale ma anche nel campo della lotta a povertà, fame e malattie. Una verità che alcuni paesi o comunità stanno già sperimentando.
Un esempio fra tutti la Costa Rica, le cui politiche e investimenti “green-oriented” hanno saputo innescare un ampliamento delle aree protette e dei parchi nazionali, che attualmente ricoprono oltre il 25 per cento della superficie totale del paese. Da quando è stata impostata una strategia verde si è registrato un boom nel settore dell’eco-turismo attirando oltre un milione di visitatori e generando ben 5 milioni in entrate annualmente. Gli studi indicano che le comunità costaricane che vivono all’interno o nelle vicinanze dei parchi nazionali hanno salari più alti e tassi di povertà più bassi.

“E’ sempre più evidente – ha dichiarato Achim Steiner, Sotto-Segretario delle Nazioni Unite e direttore esecutivo del programma ambientale dell’ONU – che accelerare la transizione verso una Green Economy può, non solo essere la chiave per affrontare la sfida della sostenibilità del 21° secolo, ma anche fornire un importante contributo al raggiungimento di tutti e otto Obiettivi del Millennio”.
Tra gli esempi riportati anche quello della brasiliana Curitiba, dove una progettazione urbana creativa e lungimirante, unitamente a politiche di trasporto sostenibile, ha consentito alla città di crescere e contemporaneamente di migliorare la mobilità e la qualità della vita. La superficie media di spazio verde pro capite è passato da un metro quadrato a circa 50 metri quadrati; il 45 per cento degli spostamenti sono effettuati con i mezzi pubblici determinando una diminuzione dell’uso di carburante per i veicoli privati e un più basso livello d’inquinamento atmosferico con ovvi benefici per la salute per i cittadini.
“L’economia verde – ha dichiarato Steiner – propone un punto di vista fresco sulle sfide attuali e mette in luce le molteplici opportunità economiche e sociali dell’investire e di re-investire in moderni sistemi di energia pulita fino alla gestione delle risorse naturali e delle infrastrutture ecologiche del pianeta. In questo modo, si affronta l’obiettivo economico, sociale e ambientale dello sviluppo sostenibile, sottolineando la ricchezza di scelte e opzioni per sostenere un progresso che soddisfi le realtà del nostro tempo”.