• Articolo , 3 giugno 2011
  • Onu: il percorso verso un futuro verde inizia da qui

  • I funzionari delle Nazioni Unite rinnovano l’appello per una maggiore volontà politica nei paesi sviluppati e in via di sviluppo nell’attuare la transizione verso una “green economy” globale

(Rinnovabili.it) – “Saremo in grado di evolvere verso una green economy e uno sviluppo sostenibile? Saremo in grado di smettere di distruggere noi stessi?”. Se lo chiede Joseph Deiss, presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dal palco della 65esima sessione dell’organizazzione a New York. L’occasione è quella offerta dall’incontro dibattito su una delle tematiche più attuali del momento, la transizione globale verso modelli di crescita ambientalmente e umanamente sostenibili. Un concetto, quello della _Green Economy_ come sinonimo di sviluppo economico dissociato dall’uso di combustibili fossili e fonti energetiche non rinnovabili, ormai diffuso sul piano speculativo, ma che incontra ancora resistenze sul piano pratico. “Mobilitare l’attenzione del pubblico e dei decisori politici sulle questioni ambientali è difficile”, ha dichiarato Deiss. “Il breve arco di un ciclo elettorale consente di vedere solo i costi degli investimenti necessari per cambiare il modello di business. Non permette di vedere i benefici a lungo termine. Ecco perché dobbiamo pensare diversamente fin da adesso”.
Gli fa eco il Vice Segretario Generale Asha-Rose Migiro: “I costi iniziali possono sembrare un onere insormontabile, ma – nel corso del tempo – raccoglieranno benefici duraturi”.
Delineando le misure che potrebbero incoraggiare sia i produttori che i consumatori ad adottare comportamenti rispettosi dell’ambiente, Deiss ha citato una vasta gamma di approcci, comprese le eco-sovvenzioni, le tasse ambientali. “L’economia verde può assumere diverse forme, a seconda del contesto territoriale, del livello di sviluppo della nazione, e della sua posizione geografica”, ha dichiarato Deiss. “Alcuni potranno iniziare da infrastrutture di trasporto più ecologici, altri preferiranno promuovere l’ecoturismo e l’agricoltura biologica”.