• Articolo , 19 novembre 2010
  • ONU, le emissioni della deforestazione? Saranno al centro del COP16

  • A dieci giorni dall’inizio del Vertice di Cancun le Nazioni Unite riportano l’attenzione sulla deforestazione. Permane la necessità di inserirne le emissioni nel conteggio totale, con la speranza di stimolare la protezione e la tutela delle foreste pluviali

(Rinnovabili.it) – Mancano meno di due settimane all’inizio del vertice di Cancun e una delle questioni più spinose in sospeso torna a farsi avanti. Sembra infatti che alcune tra le maggiori economie del paese stiano evitando di chiarire la situazione a proposito delle emissioni legate alla deforestazione.
Dopo il fallimento del vertice di Copenhagen le nazioni sono attualmente sotto pressione perché, a dieci giorni dall’inizio dell’evento, l’ONU sta premendo affinché i programmi di ogni nazione siano quanto più specifici possibile e soprattutto tengano conto del fatto che è importante stabilire un documento sostitutivo al Protocollo di Kyoto, in scadenza nel 2012, mettendo in primo piano la necessità relative alla questione che ruoto attorno alla necessità di stabilire come incorporare nel totale le emissioni che derivano dall’abbattimento degli alberi. I paesi che nel tempo hanno firmato il Protocollo possono escludere dai conteggi le emissioni derivanti dalla deforestazione nel caso in cui la materia prima fosse stata utilizzata per la produzione di carta, legno o per biomassa. Tuttavia, queste nazioni possono anche calcolare il quantitativo di carbonio potenzialmente contenuto negli alberi in crescita considerandoli come crediti.
“Questo è un grande problema, soprattutto quando si tratta di determinare gli obiettivi di riduzione delle emissioni e in particolare per alcuni paesi, che hanno molte foreste” ha detto Runge-Metzger, rappresentante europeo a Cancun. Il non sapere dove e come collocare le emissioni legate alla deforestazione “Era una sorta di scappatoia e una debolezza dell’architettura di Kyoto, per questo c’è la necessità di affrontare il discorso” ha concluso Runge-Metzger.
Inserendo le foreste nel meccanismo di conteggio delle emissioni si potrebbero determinare delle ripercussioni positive, anche a livello della protezione delle foreste pluviali stimolando progetti grazie ai quali i proprietari terrieri dei paesi in via di sviluppo potrebbero essere retribuiti per conservare le foreste esistenti e per ristabilire gli habitat scomparsi.