• Articolo , 1 ottobre 2010
  • Onu: sei paesi dominano l’innovazione energetica verde

  • Giappone, USA, Germania, Corea, Francia e Regno Unito sono la fonte di quasi l’80% di tutte le innovazioni sviluppate in tutto il mondo nel campo delle tecnologie energetiche pulite

(Rinnovabili.it) – Giappone, Stati Uniti, Germania, Repubblica di Corea, Francia e Regno Unito. Questi, secondo “l’ultimo studio”:http://documents.epo.org/projects/babylon/eponet.nsf/0/cc5da4b168363477c12577ad00547289/$FILE/patents_clean_energy_study_en.pdf redatto dall’Onu, i paesi che a livello mondiale stringono le briglie dell’innovazione sostenibile nel settore energetico. Sei paesi continua fonte di novità tecnologiche, come testimoniano anche le pagine di Rinnovabili.it, prolifici generatori di idee e prototipi al punto da detenere nel totale l’80% dei brevetti nel campo delle fonti rinnovabili. A stilare il rapporto è stato il lavoro congiunto del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (“UNEP”:http://www.unep.org/), l’Ufficio europeo dei brevetti (“EPO”:http://www.epo.org) e il Centro Internazionale per lo Sviluppo sostenibile (ICTSD), attraverso l’esame di oltre 400.000 documenti, identificati a loro volta come base dell’indagine da un pool di 60 milioni di brevetti. Un lavoro importante di cui sono fieri gli autori soprattutto se si considera che la relazione contiene la prima indagine mai eseguita sulle pratiche di concessione delle licenze nell’ambito dell’energia pulita. Il progetto messo in campo da Unep, Epo e Ictsd nasce essenzialmente con l’obiettivo di esaminare l’effetto dei brevetti sul trasferimento tecnologico a livello globale, fornendo dunque dati ed informazioni su un’area ancora inesplorata.
Per Benoît Battistelli presidente EPO: “I brevetti svolgono un ruolo fondamentale nel fornire informazioni sulle tecnologie esistenti, il livello del loro sviluppo e la diffusione geografica. Queste informazioni serviranno ad agevolare un dibattito informato sui cambiamenti climatici”. Gli fa eco Achim Steiner, Sotto-Segretario delle Nazioni Unite e direttore esecutivo dell’Unep.”Lungi dall’essere un peso sulle economie, gli sforzi internazionali per combattere i cambiamenti climatici hanno scatenato la creatività tecnologica su soluzioni di Green Economy a basso tenore di carbonio ed efficienti sotto il profilo risorse. La sfida è ora quella di trovare i modi in cui questi progressi possono essere diffusi e quindi trasferirli in tutto il mondo in maniera tale che i benefici siano condivisi da molti piuttosto che da pochi”. Tra i sei paesi dell’OCSE sopra menzionati è il Gippone ha detenere il primo posto seguito dagli Stati Uniti e dalla Germania. Anche la Corea si è rivelato essere un giocatore chiave mostrando negli ultimi anni un notevole aumento dei brevetti nel settore fotovoltaico. La classifica dei dominatori dell’innovazione verde è completata da Francia e Regno Unito, anche se in quest’ultimo periodo anche la Cina sta alzando la voce pronta a seguire le orme della Corea in campo solare.

Secondo quanto emerge dallo studio l’ondata brevetti presentati e registrati nel settore ha coinciso con l’adozione del protocollo di Kyoto nel 1997, fornendo una chiara indicazione di come le decisioni politiche possano svolgere un ruolo determinante per stimolare l’innovazione di quella tecnologia considerate cruciale per affrontare il Climate Change.
“Un massiccio utilizzo e diffusione delle tecnologie energetiche verdi in fase di scale-up a livello globale, e in particolare nei paesi in via di sviluppo, è indispensabile per la mitigazione efficace del cambiamento climatico – ha dichiarato Ricardo Meléndez Ortiz Chief Executive ICTSD. – Questo studio fornisce la prova e le intuizioni fondamentali verso una migliore comprensione delle sfide che si dovranno affrontare per centrare questo obiettivo”. Nel processo di raccolta dei dati per lo studio, l’EPO ha creato uno strumento gratuito facile da usare che fornisce informazioni digitali semplificate e accesso a tutti i documenti relativi a brevetti sul tema in tutto il mondo aumentando il livello di trasparenza del settore.