• Articolo , 7 maggio 2010
  • Onu: stiamo divorando il Pianeta

  • La diciottesima sessione della Commissione sullo sviluppo sostenibile ha illustrato dalla Conferenza newyorkese le conseguenze di modelli di consumo non sostenibili e l’urgenza di affrontare i problemi ad essi connessi

(Rinnovabili.it) – Il mondo sta consumando troppa energia e risorse per auto-sostenersi: non è la prima volta che viene lanciato un allarme simile e probabilmente non sarà neanche l’ultima. Ad indossare nuovamente le vesti di portavoce del Pianeta è l’Onu che attraverso la diciottesima sessione della Commissione sullo sviluppo sostenibile (CSD-18) richiama la comunità globale sulle sfide che non possono essere rimandate ulteriormente. La questione centrale, spiega Luis Alberto Ferraté Felice, presidente della Commissione, è “come ottenere uno sviluppo verde ed equo per una popolazione in continua crescita attraverso una migliore gestione dei materiali. Più specificamente, come possiamo dissociare il binomio sviluppo-sfruttamento delle risorse?”.
Mr. Ferrate, attualmente Ministro Ambiente e Risorse Naturali Guatemala, ha spiegato che il CSD ha iniziato un nuovo ciclo di revisione delle cinque tematiche principali: minerario, chimico, trasporti, quadro decennale per le modalità di programmazione modelli di consumo e di produzione e gestione dei rifiuti. “Questi cinque temi si uniscono per formare quello che noi chiamiamo il ‘ciclo di materiali’ che inizia con l’escavazione di minerali e altre risorse naturali per la loro trasformazione in beni e servizi e termina con i trattamenti finali a cui vanno incontro e al riciclaggio dei rifiuti”, ha aggiunto.
“Molto semplicemente, il mondo sta consumando troppa energia e risorse” e sempre mantenendo un disequilibrio impressionante nei confronti di oltre 1 miliardo di persone che soffrono ancora per la mancanza di beni di prima necessità come cibo, acqua e riparo. “Ecco un esempio di disuguaglianza nel consumo: il 20 per cento della popolazione nei paesi a reddito più alto nel 2005 rappresentava il 77 per cento del totale dei consumi privati. Il ruolo della CSD-18 è di valutare quanto è stato fatto e quanto rimane ancora da fare”.