• Articolo , 17 gennaio 2011
  • Operativi i progetti per 4 “eco-aree produttive”

  • non ci sono immagini precedenti non ci sono immagini successive Sono circa cinquecento le aziende che beneficeranno della realizzazione delle quattro Aree produttive ecologicamente attrezzate (Apea) provinciali, previste a Nonantola, Bomporto, Modena e Mirandola, finanziate con un contributo regionale di otto milioni di euro, per un investimento complessivo di oltre 16 milioni. Le convenzioni che […]

non ci sono immagini precedenti non ci sono immagini successive Sono circa cinquecento le aziende che beneficeranno della realizzazione delle quattro Aree produttive ecologicamente attrezzate (Apea) provinciali, previste a Nonantola, Bomporto, Modena e Mirandola, finanziate con un contributo regionale di otto milioni di euro, per un investimento complessivo di oltre 16 milioni.

Le convenzioni che rendono operativi i progetti sono state sottoscritte dalla Provincia di Modena, dalla Regione Emilia Romagna e dai Comuni interessati. Entro il 2011 al via i lavori di trasformazione nelle aree del Pip Gazzate di Nonantola, del Pip di Bomporto, che sarà riqualificato, dei Pip 10 di Ponte Alto e Pip 9 Rio Bergamozzo di Modena, dell’ambito produttivo di Mirandola.

Si tratta in totale di circa quattro milioni di metri quadrati destinati a insediamenti produttivi che saranno riqualificati attraverso progetti innovativi dal punto di vista della sostenibilità ambientale, con particolare attenzione al risparmio energetico, all’utilizzo di fonti rinnovabili, alla razionalizzazione della logistica dei trasporti, con interventi che riguardano in particolare la creazione di centrali di cogenerazione, reti di teleriscaldamento geotermico e impianti fotovoltaici.

Nell’area di Gazzate a Nonantola, 170 mila metri quadrati di nuova superficie che vanno ad ampliare i 683 mila esistenti per 65 aziende già presenti e 25 potenzialmente insediabili, saranno realizzati un impianto di cogenerazione a fonti rinnovabili abbinato a una rete di teleriscaldamento, impianti fotovoltaici, isole ecologiche per il recupero dei rifiuti di lavorazione e aree verdi.
Reti di teleriscaldamento e impianti fotovoltaici sono previsti anche nelle altre tre aree, inoltre a Bomporto, circa 800 mila metri quadri per 85 aziende interessate, sono in programma anche un motore di cogenerazione a olio vegetale e uno a biogas; a Modena, 170 mila metri quadrati di nuova estensione che si aggiungono agli 850 mila esistenti per circa cento aziende già presenti e 35 potenzialmente insediabili, una centrale di cogenerazione a gas metano; a Mirandola, oltre un milione e mezzo di metri quadrati e un’estensione prevista di circa 80 mila per 244 aziende già insediate e 30 potenziali, sarà realizzata una centrale di teleriscaldamento geotermico.

“Si tratta di un’innovazione in campo ambientale ed energetico di portata strategica – è il commento di Daniela Sirotti Mattioli, assessore provinciale alle Politiche per l’economia locale – che, nell’attuale fase di difficile ripresa del ciclo economico, sostiene la competitività delle imprese attraverso un processo di riqualificazione del sistema delle aree artigiano-industriali fortemente supportato dalla Provincia che coordinerà anche la fase attuativa”.

Gian Carlo Muzzarelli, assessore regionale ad Attività produttive ed Economia verde, ha ricordato che la “sottoscrizione è un passo avanti nella scelta strategica dell’economia verde e dello sviluppo sostenibile e durevole. Le Apea segneranno una grande valorizzazione delle aree produttive esistenti all’insegna della riqualificazione energetica. Siamo una Regione creativa – ha aggiunto Muzzarelli – al primo posto nella classifica dei brevetti per abitante: stimolare le imprese a produrre riducendo al minimo l’impatto ambientale, e producendo energia da fonti rinnovabili, è non solo un modo per assicurare il rispetto del territorio ma anche per favorire talenti, innovazione, ricerca”.

La creazione delle Apea, come sottolinea Andrea Casagrande, presidente del Consorzio attività produttive che ha curato i progetti di Nonantola, Bomporto e Modena, “creerà inoltre un indotto positivo sia nel settore edile sia per quanto riguarda gli interventi per la produzione di energia da fonti rinnovabili e per la predisposizione di servizi per le aziende che si insedieranno”.