• Articolo , 6 agosto 2010
  • “Operazione verità”: levata di scudi di Legambiente sull’eolico

  • L’associazione ambientalista ha censito sette inchieste dal 2006 a oggi sull’eolico con l’intento di dimostrate la salute di un settore troppo spesso messo sotto accusa per le infiltrazioni criminali e per i possibili effetti sulla fauna e sul paesaggio

(Rinnovabili.it) – E’ uno dei settori più promettenti nel comparto delle rinnovabili italiane e ha già garantito a quattro milioni di famiglie l’approvvigionamento elettrico. L’eolico, al centro di alcune critiche piovute per il possibile impatto ambientale e faunistico degli impianti realizzati su tutto il territorio e per le infiltrazioni criminali al suo interno, è tornato al centro dell’attenzione di Legambiente. L’associazione oggi, con una nota ufficiale, è scesa in campo per difendere il ruolo e le prospettive strategiche di questo settore per l’economia “verde” italiana. Una vera e propria _Operazione trasparenza,_ come è stata ribattezzata, per difendere _“il buon vento_ dai fenomeni corruttivi e da qualsiasi tentativo d’infiltrazione d’interessi illeciti o, peggio ancora, della criminalità organizzata”. Legambiente ha censito “sette inchieste”:http://www.legambiente.it/dettaglio.php?tipologia_id=3&contenuti_id=1575 rilevanti, condotte dal 2006 a oggi, che riguardano l’eolico. Indagini che hanno conosciuto un’accelerazione a partire dal 2009 e che riguardano in particolare cinque regioni: Sardegna, Sicilia, Campania, Puglia e Calabria. Un’operazione nata dall’esigenza di diffondere una corretta conoscenza del comparto che, come si legge nella nota, “è di gran lunga il settore economico meno condizionato da fenomeni criminali e d’illegalità”.
L’associazione ambientalista ha voluto sottolineare come quello della produzione di energia da fonte eolica sia un settore “sano, composto, nella stragrande maggioranza, di imprese serie e di progetti che hanno trovato il consenso del territorio”. “Rappresentare l’eolico come un’attività in mano alla mafia, sostenendo che gli impianti beneficino di incentivi anche se sono fermi o dire che migliaia di impianti devastanti per il paesaggio producano solo pochissima energia significa dire il falso – ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -. Il vero problema è la mafia e i fenomeni di corruzione e non l’eolico, che anzi è vittima, come tante altre attività imprenditoriali, del controllo del territorio da parte della criminalità organizzata”. Sempre secondo Legambiente, infatti, ad oggi “grazie all’attività degli investigatori non c’è pressoché traccia di energia eolica illegale che viaggi nella rete elettrica”.