• Articolo , 26 novembre 2008
  • Oscar Marchisio lancia un appello ed una proposta per Sanremo

  • Autonomia energetica completa basata sulle energie rinnovabili è il programma di minima per i prossimi 15/20 anni di un governo di San Remo basato sul realismo ed il buon senso di Oscar Marchisio “Agire local-mente e pensare global-mente”. Anche i veloci corsari del Somaliland l’hanno capito. La centralità dell’energia e il problema dell’autonomia energetica come […]

Autonomia energetica completa basata sulle energie rinnovabili è il programma di minima per i prossimi 15/20 anni di un governo di San Remo basato sul realismo ed il buon senso
di Oscar Marchisio

“Agire local-mente e pensare global-mente”. Anche i veloci corsari del Somaliland l’hanno capito. La centralità dell’energia e il problema dell’autonomia energetica come fondamento di ogni azione politica. Di qui l’attacco alle petroliere, la valutazione del rischio, il costo del riscatto bilanciato su un 10% circa del valore della nave e del carico, una transazione ragionevole per gli assicuratori ed i broker marittimi abituati a giocare sul rischio nave.
Loro i “corsari somali” agiscono con una visione a breve, noi gli eredi dei gloriosi corsari, citati dai Greci e dai Romani, i famosi Thyrrenos, dovremmo pensare alla nostra autonomia energetica come base e seria discussione per ogni ulteriore discussione politica e amministrativa.
Autonomia energetica completa basata sulle energie rinnovabili è il programma di minima per i prossimi 15/20 anni di un governo di San Remo basato sul realismo ed il buon senso.
Ovvero dobbiamo riapproppriarci della “alimentazione”: sia di quella energetica elettrica e e sia di quella dei carboidrati e delle proteine, vegetali naturalmente. Alimentare corpo e mente, grassi vegetali e plug-in virtuali. Non ci interessa la tracciabilità sulle etichette, meglio non ci basta dobbiamo risalire la catena del valore e “governare” l’alimentazione. Curiosamente “alimentare” nasce dala stessa radice di “alunno”, infatti “alumnus”,”allievo” è il participio passivo di “alere” “allevare”.
Ritroviamo nella nostra etimologia, i percorsi dei nostri programmi di azione : siamo “alunni”di un nuova forma di alimentazione.
E poi i “giardini verticali” che abbattono il calore e fanno ridurre il costo del “conditioning”, visto che il cambiamento climatico ormai per un po’ lo sentiremo acutamente. Allora dobbiamo liberare “territori” dalla dipendenza dal petrolio e dalla chimica, questo è il programma di minima “per la sopravvivenza”.
Dunque la strategia è da subito:
energie rinnovabili e bio-agricoltura.
Energie rinnovabili (eolico, fotovoltaico, idro, biomasse mini) e bioagricoltura ma non lontano da noi, anzi a Km 0, se non si perde in trasporto quello che guadagnamo in energia.
Quindi il tema della nostra “azione diretta” è la nuova forma della città.
Questa è la dimensione del nostro operare, nostro operare che si deve “articolare a geometria variabile” per la lotta di liberazione dal petrolio.
In questo contesto le elezioni amministrative sono un “accidente” utile ma sicuramente piccola cosa rispetto alla “lotta” a “geometria variabile” che
deve “liberare i territori” dal comando suicida dei petrolieri e dei chimici.
Il “giardino ciclabile” è il simbolo di un percorso che mette insieme:
a) azioni immediate di innovazione sulle rinnovabili
b) azioni immediate di occupazione e sviluppo della bio-agricoltura con mercatini bio e nuovi orti urbani
c) programmi di medio periodo sui regolamenti edilizi e sull’innovazione ed efficienza dei “componenti” energetici
d) programmi a medio termine sul nuovo ruolo del “mare come bene comune” sia per l’energia sia per la biodiversità
e) rilancio della lingua “musica”come punto di incontro delle culture del Mediterraneo a partire dal “MedFolk Festival” nuovo grande evento della città
f) progetti da subito del “giardino-città” come programma della fabbrica dell’ossigeno e della progressiva riduzione dell’asfalto
Questo terreno diventa un sistema a “geometria variabile “rivolto a smontare il potere dell’asse auto-petrolio come cerniera della nostra “deserta urbanità”, dobbiamo rimettere al centro la città di San Remo come “santuario” delle energie rinnovabile, della bioa-agricoltura e della musica come lingua “franca”della sua missione come “metropoli”del Mediterraneo.