• Articolo , 27 novembre 2009
  • Ospedale del Delta: quando l’energia è di nuova…cogenerazione

  • Un investimento di 423.511 euro all’interno del programma targato Ausl Ferrara per il contenimento dei consumi energetici, la possibilità di produrre 1.419.000 KWh di energia elettrica e 1.552.300 KWh di energia termica ogni anno, un taglio calcolato delle emissioni di CO2 in atmosfera pari a 231,13 tonnellate (e contestualmente 270 tonnellate di ossido di azoto […]

Un investimento di 423.511 euro all’interno del programma targato Ausl Ferrara per il contenimento dei consumi energetici, la possibilità di produrre 1.419.000 KWh di energia elettrica e 1.552.300 KWh di energia termica ogni anno, un taglio calcolato delle emissioni di CO2 in atmosfera pari a 231,13 tonnellate (e contestualmente 270 tonnellate di ossido di azoto in meno). Sono in numeri del nuovo impianto di cogenerazione – collocato in un container ermetico – consegnato all’ospedale del Delta di Lagosanto. In questi giorni verranno completati i lavori con l’allacciamento ai quadri elettrici e a quelli della centrale di produzione termica dell’ospedale. A quel punto, mancherà solo il collaudo e poi si passerà alla messa a regime dell’impianto.
Perché la scelta della cogenerazione? Le attività dell’ospedale necessitano di energia che viene erogata da fluidi vettori di calore (acqua calda o vapore) o tramite corrente elettrica. Produrre simultaneamente energia elettrica e termica conviene – all’ambiente e ai conti di gestione – quando prelievi elettrici e prelievi termici si rivelano significativamente contemporanei.
La cogenerazione, nota anche come CHP (Combined Heat and Power), è la produzione congiunta e contemporanea di energia elettrica (o meccanica) e calore utile a partire da una singola fonte energetica, attuata in un unico sistema integrato. Il punto di forza? Basti pensare che mentre un impianto elettrico convenzionale durante il processo di produzione di energia elettrica, provoca la dispersione di circa il 60% dell’energia sotto forma di calore, una centrale di cogenerazione la recupera e la rende disponibili epr altri utilizzi. Notevoli i vantaggi economici: si stima che un impianto cogenerativo correttamente dimensionato consenta risparmi energetici dal 25 al 40%, con un ritorno dell’investimento intorno ai 36-50 mesi.
Dal 2008 l’Ausl di Ferrara ha attivato un vasto e articolato progetto di risparmio energetico fatto di diversi interventi: dall’installazione di tubi al neon a basso consumo al Telecontrollo dei consumi di luce e acqua e degli allarmi; dall’automazione dei sistemi di illuminazione all’installazione di caldaie estive, bruciatori Inverter, impianti fotovoltaici. Oltre naturalmente al recente impianto di cogenerazione, per un investimento complessivo che sfiora i 3 milioni di euro.
Un secondo pacchetto di interventi – attualmente in progettazione per ulteriori 3 milioni di euro – è dedicato all’introduzione di caldaie a condensazione con bruciatori modulanti e centraline climatiche di ultima generazione, coibentazioni delle tubazioni, pannelli solari sottovuoto per produzione acqua calda, un ricuperatore di calore su compressori del freddo, un impianto termodinamico per la produzione di acqua refrigerata da impianto solare, percorsi pedonali e parcheggi illuminati grazie al fotovoltaico, trigenerazione.