• Articolo , 20 maggio 2010
  • OXY-CFB-300, 180 milioni di euro per lo sviluppo di tecnologie CCS

  • Endesa, la Fondazione Ciudad per l’Energia (CIUDEN) e la Foster Wheeler,si sono unite nell’attuazione del progetto. In programma la realizzazione di un impianto, da 30 MW, per la cattura e lo stoccaggio della CO2.

(Rinnovabili.it) – Il progetto, primo nel suo genere, diverrà operativo nel 2015 e sarà situato nella centrale termoelettrica Compostilla di Endesa, ubicata nella regione de El Bierzo. OXI-CFB-300, con il finanziamento di 180 milioni di euro da parte della Commissione europea, rientra nelle politiche europee volte alla promozione di tecnologie CCS per la cattura e lo stoccaggio della CO2. Con il patrocinio del Governo spagnolo, e grazie ad una convergenza pubblico-privata, le due aziende e la fondazione coopereranno per lo sviluppo di tecnologie specifiche, commercialmente plausibili, per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio geologico dell’anidride carbonica, contribuendo in tal modo anche alla conversione di impianti a combustibili fossili. L’attuazione del progetto si articolerà in due fasi, in un prima fase, iniziata nel 2009 a partire dalla costruzione di Compostilla e che terminerà nel 2012, CIUDEN lavorerà alla costruzione di un impianto da 30 MW, in cui verranno eseguite prove funzionali della validità della combustione ossidativa applicata nelle caldaie a letto fluido circolante (CFB). In tale fase la fondazione sarà inoltre impegnata a sviluppare un programma di ricerca applicata in merito allo stoccaggio della CO2, in un impianto pilota sito nell’Hontomin (Burgos) e la costruzione e gestione di un unità di prova per il trasporto del gas. Contemporaneamente Endesa eseguirà studi di fattibilità tecnica, la valutazione dei rischi oltre lo sviluppo di tecnologie di base di un equivalente impianto con una potenza pari a 300 MW. Nella seconda fase del progetto, 2013-2015, a seguito della verifica della redditività industriale, si effettuerà la costruzione e la gestione dell’impianto da 300MW, piuttosto che lo sviluppo industriale e la gestione dello storage per l’immagazzinamento di oltre un milione di tonnellate annue di CO2. Si stima che grazie a tecnologie CCS si avrebbe una riduzione di circa il 91% delle emissioni di anidride carbonica dalle centrali elettriche a carbone e dall’industria pesante, contribuendo notevolmente alla lotta contro i cambiamenti climatici.