• Articolo , 30 ottobre 2008
  • Pacchetto clima: ancora a confronto UE e Italia

  • Dalla portavoce di Dimas arriva la conferma che l’Italia dovrà purtroppo pagare un conto più salato della media europea per il raggiungimento del “20-20-20”, causa il maggior inquinamento e la minor produzione di energia da fonti rinnovabili

A tornare sull’entità degli oneri che dovremo sobbarcarci per rispettare il pacchetto clima-energia della UE, il famoso “20-20-20”, è stata Barbara Hefferlich, la portavoce del commissario europeo all’Ambiente Stavros Dimas. Il pacchetto clima, afferma la Hefferlich, avrà un costo per l’Italia più alto che per il resto d’Europa. Infatti l’applicazione della strategia europea per contrastare il surriscaldamento globale ci costerà lo 0,66% del Pil nel 2020, contro la spesa media europea: lo 0,45% del Pil.
“I costi diretti per l’Italia saranno pari allo 0,66% del Pil nel 2020, circa 70 miliardi di euro – ha spiegato la portavoce – la media UE è dello 0,45%. Questa differenza è dovuta al fatto che l’Italia dovrà fare più sforzi sul fronte del rinnovabile”. Intanto continua il confronto tra il tecnici della Commissione UE e quelli del nostro ministero dell’Ambiente, il “tavolo” da cui dovrebbe uscire con chiarezza se gli oneri sia quelli più bassi calcolati dall’Unione o invece quelli più alti che escono dai conti del Ministero della Prestigiacomo.