• Articolo , 3 novembre 2008
  • Pacchetto clima: domani nuovo tavolo tecnico Italia-UE

  • L’incontro si svolgerà nella capitale francese martedì 4 novembre per affrontare il rapporto che il Ministero dell’Ambiente ha presentato alla Commissione Europea

Il dibattito italiano sul pacchetto clima continua da Parigi, dove domani si terrà il nuovo tavolo tecnico fra presidenza francese, Governo italiano e Commissione UE. Punto focale dell’incontro il rapporto che il Ministero dell’Ambiente ha presentato alla Commissione Europea e nel quale si mettono in evidenza ben 18 punti critici delle valutazioni UE. Dallo scorso incontro, svoltosi il 24 ottobre a Bruxelles, l’Italia ha ottenuto due importanti chiarimenti: “Le stime italiane fanno riferimento – aveva spiegato il ministro Stefania Prestigiacomo – ai dati forniti dagli studi della Commissione; quale che sia la valutazione dei costi finali, l’onere per l’Italia è superiore del 40% alla media europea e, in ogni caso, maggiore di quello sui Pil di Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna”. Secondo quanto attestano le ultime valutazioni effettuate il peso percentuale del costo complessivo aggiuntivo sul totale dell’UE-27 per l’Italia è del 19,7%, a fronte di un peso del 12,7% del Pil del Paese sul Pil totale dell’UE a 27. Un peso per l’Italia superiore al 17% della Spagna (8,4% Pil paese sul Pil Ue a 27); del 14,9% della Francia (15,4% Pil paese su Pil Ue a 27); del 13,2% della Germania (20% Pil paese su Pil Ue a 27) e del 12,5% del Regno Unito (16,5% Pil paese su Pil Ue a 27). Secondo i tecnici lo scenario complessivo “dovrebbe indurre una profonda riflessione sui contenuti delle proposte della Commissione”. E sabato è intervenuto sulla questione anche il presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso secondo il quale “le cifre che sono venute fuori dal dibattito italiano sul clima, non corrispondono per niente alle nostre. Certo ci saranno dei costi di adattamento, ma dobbiamo chiederci cosa accadrebbe se lo facessimo più tardi”. “Più tardi lo faremo – ha avvertito il presidente dell’esecutivo dell’UE – più tardi sarà difficile adattarsi. Bisogna tenere presenti non solo i costi, ma anche i benefici. Si può guadagnare molto andando verso un’economia a basse emissioni di carbonio, ci sarebbero molti guadagni. L’Italia stessa potrebbe beneficiarne andando verso una nuova industria pulita con un basso livello di emissioni. Gli scenari che sono stati presentati sono molto pessimisti e stiamo lavorando per trovare un accordo diverso”.