• Articolo , 17 dicembre 2008
  • Pacchetto clima: il Parlamento UE dice sì, ma…

  • Via libera alla cosidetta “formula 20-20-20” che stabilisce l’obbiettivo di riduzione del 20% delle emissioni di gas, un miglioramento del 20% dell’efficienza energetica e il raggiungimento di una quota 20% delle energie rinnovabili all’interno del mix energetico

Ben 610 sì, 29 astenuti e solo 60 no. Con questi voti il pacchetto clima e energia ha ottenuto il via libera questa mattina da parte dell’Europarlamento, che ha confermato così l’accordo raggiunto la scorsa settimana dei Ventisette e l’intesa preliminare raggiunta sabato tra Consiglio, Commissione e lo stesso Parlamento. Dopo i mesi di negoziati che hanno contraddistinto quest’ultima fase e che si prevede si concludano entro la fine dell’anno con la ratifica formale del Consiglio europeo, l’assemblea di Strasburgo ha messo la sua firma su un passaggio importante per la direttiva UE approvando tutti e sei i provvedimenti senza particolari ostacoli. In realtà questa netta maggioranza non era del tutto scontata, essendo sempre prevalse all’interno del PE posizioni decisamente più “ambientaliste” rispetto ai singoli Stati.
Le direttive approvate oggi riguardano gli emendamenti frutto del compromesso raggiunto giovedì e venerdì scorsi dal “Vertice UE”:http://www.rinnovabili.it/accordo-ue-con-compromessi-sul-pacchetto-clima-energia-505511; ecco in dettaglio le misure ratificate:
Primo, la riduzione delle emissioni climalteranti da attuare tramite due strumenti: l’ETS (‘Emission Trading System ovvero il Sistema di scambio emissioni) approvata con 610 voti contro 25 e 25 astensioni e che riguarderà sia il settore manifatturiero che quello energetico; la decisione “Effort Sharing” (letteralmente ‘ripartizione dello sforzo’) – 555 voti favorevoli, 93 contrari e 60 astensioni – che riguarderà invece i settori non industriali (edifici, servizi, agricoltura, turismo, trasporti) per i quali saranno fissati precisi sotto-obiettivi nazionali vincolanti (per l’Italia 13%).
Altro punto chiave del pacchetto, la direttiva sulle energie rinnovabili, che impone l’aumento al 20% della quota dei consumi totali coperta da energia prodotta da fonti rinnovabili tramite sotto-obiettivi nazionali vincolanti (per l’Italia il 17%) e che in Plenaria ha ottenuto 635 voti contro 25 e 25 astensioni.
Con 623 voti a favore, 68 contrari e 22 astensioni approvata anche la direttiva inerente al CCS (‘Carbon Capture and Storage’) le tecnologie di cattura e stoccaggio geologico del CO2 che dovrebbero essere sviluppate nei prossimi anni ad iniziare da 12 impianti dimostrativi finanziati in parte con i proventi dei diritti di emissione.
Dentro anche il “regolamento”:http://www.rinnovabili.it/co2-auto-raggiunto-accordo-ue-su-emissioni-702136 sui nuovi limiti alle emissioni delle auto e la direttiva riguardante la riduzione dei gas a effetto serra derivanti dal ciclo di vita dei combustibili.

La ratifica di oggi dunque non apporta novità come preannunciato ma riafferma le forti concessioni fatte alle inamovibili prese di posizione di stati come la Germania, la Polonia e l’Italia ed alle lobby industriali. Un atteggiamento di grande cooperazione, come lo stesso presidente dell’assemblea di Strasburgo Hans Gert Poettering ha tenuto a precisare al termine delle operazioni di voto, “ma la procedura adottata è un’eccezione”.