• Articolo , 19 novembre 2008
  • Pacchetto clima: Il parlamento UE non accetta “diktat”

  • E’ ferma la posizione dell’europarlamento, espressa oggi nelle parole della deputata Avril Doyle anche attraverso critiche dirette alla posizione assunta dal governo italiano

E’ difficile capire quali siano le vere preoccupazioni del governo italiano, per l’europarlamentare Avril Doyle (Ppe), relatrice di uno dei quattro provvedimenti che compongono il pacchetto clima, ovvero quello inerente alla vendita dei “diritti ad inquinare” a partire dal 2013. Il deputato irlandese che guida la delegazione PE impegnata ora impegnata nel negoziato con la Commissione e il Consiglio sul pacchetto, oggi si è espressa in merito al varo della direttiva europea mettendo in guardia i leader europei da ogni possibile tentazione di imporre modifiche, non concertate a livello comunitario, al piano di lotta contro il cambiamento climatico. “In nessun modo il Parlamento è disposto ad accettare un diktat del Consiglio se non è raggiunto alcun accordo”. E “se vogliono un accordo – ha aggiunto Doyle riferendosi ai governi dei 27 – devono presentarci qualcosa di accettabile”. La relatrice è stata particolarmente critica soprattutto nei confronti della posizione dell’esecutivo italiano osservando che il contributo del Belpaese a tutto il dibattito europeo “è fonte di confusione ed è molto difficile da comprendere”. L’Italia, ha aggiunto, dice di essere d’accordo su gli obiettivi ma non su come raggiungerli “senza però proporre alternative”. Tuttavia, ha continuato Doyle, “contiamo di vedere delle chiarificazioni delle posizioni italiane nelle prossime due settimane, così come sta avvenendo per le posizioni tedesche”. “Il pacchetto che stiamo negoziando – ha concluso la relatrice – riguarda il periodo post-Kyoto, dal 2013 al 2020, e noi siamo fiduciosi che i nostri governi riescano a risolvere la crisi e tirarci fuori dai guai prima del 2013”.