• Articolo , 24 gennaio 2008
  • Pacchetto clima, tra delusi ed entusiasti

  • Ha suscitato reazioni contrastanti il piano della Commissione europea contro i gas a effetto serra. L’obiettivo, chiamato “20-20-20”, viene giudicato troppo restrittivo dall’industria e poco incisivo da Rajendra Pachauri e dal Wwf. Ad accoglierlo positivamente Pecoraro Scanio, Ermete Realacci e Greenpeace

Ieri la Commissione Ue ha finalmente varato l’atteso pacchetto energia. L’obiettivo si chiama “20-20-20”, ovvero ridurre del 20% rispetto al 1990 le emissioni di biossido di carbonio e produrre almeno il 20% di energia da fonti rinnovabili, compreso un obiettivo del 10% per i biocarburanti nel settore dei trasporti, entro il 2020. Barroso promette effetti positivi per l’economia, anche se ha ammesso che l’approvazione sarà un percorso irto di difficoltà, dal momento che le resistenze non mancano. In attesa che il piano passi al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio, sono già arrivati i primi commenti, in un quadro generale abbastanza contrastante. Fredde le reazioni delle principali organizzazioni ambientaliste secondo le quali l’Ue si è mostrata “poco determinata”. Il Wwf si aspettava Un target “ di almeno il 30% di riduzione delle emissioni”, sottolineando come non sia neppure in linea con l’accordo raggiunto a Bali, dove era stato votato un documento per un taglio da parte dei Paesi sviluppati tra il 25 e il 40%. Deluso anche il Premio Nobel per la Pace Rajendra Pachauri. “Possiamo considerare che ciò che é stato annunciato non è forse all’altezza delle aspettative”, ha detto Pachauri ai giornalisti a margine del Forum economico mondiale, aggiungendo “Riguardo all’Unione europea, penso che rimanga ancora del lavoro da fare”. Più positivo il commento di Greenpeace, che sostiene pienamente l’impegno della Commissione europea a incentivare lo sviluppo delle energie rinnovabili in Europa, definendolo un primo passo concreto verso la rivoluzione del mercato europeo dell’energia. Il no dell’associazione è invece rivolto all’obiettivo di aumentare del 10% il consumo di biocarburanti nel settore dei trasporti, agli interventi di Paesi terzi per l’abbattimento del 30% delle quote assegnate e alle tecniche di “cattura e stoccaggio della Co2” (Ccs) definite una tecnologia ancora immatura, costosa e potenzialmente dannosa. Tra i sostenitori del piano della Commissione il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, secondo cui: “conferma la svolta dell’Ue nella lotta ai cambiamenti climatici in atto. L’Italia, che anche alla Conferenza di Bali ha sostenuto una posizione avanzata dell’Ue, ha intrapreso la strada giusta”. Ed a proposito di quanto è stato chiesto al nostro paese ha aggiunto: “Ora dobbiamo confermare le scelte fatte in questi 20 mesi di governo, dopo 5 anni di inerzia, e rilanciare con forza gli investimenti sulle energie rinnovabili, sul solare termodinamico, sui trasporti sostenibili, sulla revisione della delibera Cipe sulle emissioni e sull’efficienza ed il risparmio energetico”. “La riduzione delle emissioni di gas serra, che e’ una priorità, deve diventare sempre più centrale sia nell’azione politica che in quella economica – ha concluso il ministro – investire sulle energie rinnovabile e pulite, sull’efficienza energetica e sull’innovazione tecnologica significa investire sul futuro e su un nuovo modello di sviluppo realmente sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Si tratta di un’opportunità importante che il Paese non può e non deve fallire”. E sulla stessa linea il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, che afferma: “Gli obiettivi fissati dall’Unione europea per il nostro Paese sono assolutamente praticabili. Servono da subito politiche adeguate per attuarli”. A non essere d’accordo è Emma Marcegaglia, vice presidente Confindustria per l’energia e il coordinamento delle politiche industriali e ambientali “l’obiettivo di consumo di energia primaria da fonte rinnovabile assegnato all’Italia, sarà difficilmente sostenibile per il nostro Paese sotto il profilo tecnico”, per questo “Confindustria ha elaborato e presentato un pacchetto di proposte per migliorare l’efficienza energetica dell’Italia sia nel settore industriale ma anche nel terziario, nel residenziale e nel trasporto”. (fonte Ansa)