• Articolo , 30 ottobre 2008
  • Pacchetto clima/2: Piebalgs economico rispetto ai rischi

  • Anche il commissario europeo all’Energia, ammonisce che non prendere adeguati provvedimenti ora, ai costi attuali, potrebbe portare a sopportare oneri estremamente più pesanti, una volta che la situazione climatico-energetica peggiorasse o addirittura fosse senza ritorno

Oggi, a Bruxelles Andris Piebalgs, commissario europeo all’energia, relazionando in una conferenza internazionale di “Friends of Europe”, ha affermato che il pacchetto Ue su clima-energia costa poco rispetto a quello che potrebbe essere il prezzo delle conseguenze di un riscaldamento globale subìto senza far nulla.
E a tale proposito, ricordando le conclusioni del famoso studio dell’economista Nicholas Stern, Piebalgs ha sottolineato che “…i costi dell’inazione potrebbero salire fino a comportare perdite del Pil pari al 5-20% l’anno. Si tratta – ha poi precisato il commissario – di cifre straordinariamente alte, molto più alte delle perdite di prodotto interno lordo dovuto a episodi di recessione economica”.
Ormai sarà noto a tutti che il pacchetto Ue prevede che si riduca del 20% le emissioni di gas serra, aumentando fino al 20% il consumo di energia prodotta da fonti rinnovabili, entro il 2020. Il costo ipotizzato del pacchetto, ha ribadito Piebalgs, “…sarà pari allo 0,45% del Pil nel 2020, e comunque si prevede che di qui al 2020 vi sarà una crescita del Pil pari al 38%. Se anche la crescita economica fosse minore, la differenza sarebbe molto piccola. Lo 0,45% del Pil, insomma, sarebbe un prezzo molto basso per evitare un grave cambiamento climatico – ha concluso infine Piebalgs – Penso che ci sia una lezione da trarre dall’attuale crisi finanziaria: agire troppo tardi costa di più che agire tempestivamente”.