• Articolo , 7 ottobre 2008
  • Pacchetto UE: la Commissione Ambiente approva e rafforza la proposta

  • Gli europarlamentari hanno votato la nuova direttiva sullo scambio dei diritti di emissione e la ripartizione degli sforzi dei paesi membri per tutti quei settori fuori dall’Ets

La Commissione Ambiente del Parlamento europeo si è espressa oggi in merito alla proposta dell’esecutivo UE su clima ed energia, approvando con 44 voti contro 20 (e 1 astenuto) la parte riguardante la nuova “borsa delle emissioni” di gas serra (Ets) che funzionerà dal 2013 al 2020 e che definisce obiettivi settoriali su base europea e non più nazionale. Confermato così l’obbligo fin dal 2013 per il settore energetico di acquistare all’asta il 100% delle emissioni attribuite a ciascuna installazione, al contrario della situazione attuale che vede le quote di CO2 assegnate gratis finche si è sotto i tetti previsti. Approvata la ripartizione degli ingenti introiti derivanti dall’Ets, valutati intorno ai 30 miliardi di euro all’anno, da destinare per il 50% (invece del 20% inizialmente previsto) al futuro fondo internazionale per la riduzione delle emissioni e di adattamento ai mutamenti climatici nei paesi extra UE ed il restante a progetti interni degli Stati membri finalizzati allo stesso scopo. Passata anche la possibilità di utilizzare per gli impegni nazionali i crediti derivanti da progetti in paesi al di fuori dell’Unione. Favorevoli quindi a destinare il ricavato derivante dalla messa all’asta dei permessi relativi a 500 milioni di tonnellate di CO2 (pari a circa 10 miliardi di euro agli attuali prezzi di mercato) al sostegno finanziario nel periodo 2013-2020 dei 12 progetti pilota di cattura e stoccaggio geologico del CO2 (Ccs). La votazione ha confermato la richiesta di Bruxelles di ridurre le emissioni di gas serra del 20% entro il 2020, (percentuale che passerebbe automaticamente al 30% in caso di accordo sul periodo post-Kyoto alla Conferenza internazionale sul clima di Copenaghen del dicembre 2009) rafforzando ulteriormente la proposta con l’introduzione di un target di riduzione pari al 50% al 2035 e del 60-80% al 2050.
In un voto separato sulla ripartizione fra i diversi paesi membri della riduzione dei gas serra per i settori non coperti dall’Ets (trasporti, agricoltura, settore domestico e servizi) gli eurodeputati hanno approvato con 65 voti a favore e un astenuto gli obiettivi nazionali proposti, ma modificando la base di riferimento: invece del 2005, le riduzioni dovranno essere calcolate sulla media annuale del periodo 2005-2007.