• Articolo , 2 dicembre 2008
  • Pacchetto UE: per Marcegaglia imprese italiane a rischio.

  • Confindustria pone l’attenzione sui rischi che corrono le aziende italiane se il pacchetto dovesse essere adottato. Necessario rivedere i costi, altrimenti Italia al veto sul pacchetto

Imprese a rischio per Confindustria se i costi derivanti dall’adozione del pacchetto europeo dovessero restare quelli delineati dal pacchetto clima. La Confindustria ribadisce l’importanza di rivedere il pacchetto non in merito agli obiettivi, rispetto ai quali ogni settore si è dichiarato disponibile e impegnato nel cercare di raggiungerli, quanto nei costi che tali operazioni implicherebbero. Secondo la Confederazione, non si tratta infatti solo di un aspetto meramente economico, ma gli effetti si ripercuoterebbero anche in ambito sociale, in quanto i costi eccessivi cui le aziende dovrebbero far fronte porterebbero a lungo andare alla chiusura delle aziende stesse, perdendo così milioni di posti di lavoro; aspetto questo all’attenzione anche di Confindustria tedesca, la quale assieme all’Italia ha il più importante comparto manufatturiero. I settori più colpiti, secondo la Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, sono quelli del vetro, della ceramica, della carta e il siderurgico, settori che impegnano una notevole forza lavoro. Pertanto la Presidente aggiunge che se l’Italia non dovesse riuscire a far passare la propria proposta, in sede di decisione, l’11 dicembre, dovrà necessariamente porre il veto al pacchetto clima; l’obiettivo dell’Italia infatti, sostiene la Presidente Marcegaglia, è quello di raggiungere gli obiettivi prefissati senza però dover imporre costi insostenibili. Divergenza dalle scelte del Governo invece per ciò che riguarda le limitazioni al bonus fiscale fin qui previsto per gli investimenti tesi al risparmio energetico. “Nel momento in cui si lavora sul risparmio energetico – ha detto la presidente – il provvedimento del governo che mette un tetto al 55% di sconto fin qui previsto sul risparmio energetico non ci vede d’accordo. Se quella è la strada che dobbiamo percorrere, bisogna evitare effetti che blocchino questo tipo di investimento per imprese e cittadini”.