• Articolo , 6 luglio 2011
  • PAED, il settore italiano del riciclo è sotto la media europea

  • I piccoli apparecchi elettrodomestici domestici non raggiungono in Italia quote sufficienti di riciclo. Nonostante gli acquisti siano in crescita la disinformazione e la mancanza di isole ecologiche rendono lento il processo di riciclo

(Rinnovabili.it) – ReMedia e GFK Eurisko, in collaborazione con ASSORAEE e Remade in Italy hanno stilato per la prima volta in Italia una classifica che evidenzia in che modo i consumatori si relazionano con il riciclo dei *piccoli apparecchi elettrodomestici domestici* (PAED) mettendo in luce quali sono le modalità per avviare una corretta gestione. “Si tratta del primo studio effettuato in Italia sul raggruppamento RAEE chiamato R4” – dichiara Danilo Bonato, Direttore Generale di ReMedia – “quello che contiene le categorie merceologiche a cui appartengono i PAED e su cui il consorzio ha deciso dedicare particolare attenzione. Si tratta infatti – prosegue Bonato – di beni di consumo quali piccoli elettrodomestici per la cura della casa e della persona, personal computer, stampanti, telefoni e cellulari, prodotti per l’home video e la riproduzione musicali, giochi elettronici ed elettroutensili molto diffusi nelle case degli italiani. Il risultato fornisce una fotografia completa della filiera del riciclo a partire dal consumatore finale fino all’utilizzo dei materiali riciclati, passando per i centri di raccolta comunali e gli impianti accreditati per il trattamento.”

Con *37.000 tonnellate di rifiuti PAED avviati al riciclo nel 2010* a fronte di 220mila tonnellate immesse sul mercato, la proporzione rispecchia un andamento decisamente lento all’interno del comparto che gestisce i RAEE. Il tasso italiano di riciclo del *16,8%* risulta infatti il più basso d’Europa, dove la media è del 26%.
Dal riciclo dei metalli contenuti nei dispositivi nel 2010 si sono recuperati 23,6 milioni di euro che hanno permesso di dare ai materiali nuova vita, visto che il 92% dei materiali sono stati riciclati.
La carenza italiana è in gran parte determinata dalla scarsa densità delle isole ecologiche, una ogni diecimila abitanti, oltre che dalla scarsa conoscenza dell’esistenza e delle modalità del decreto “Uno vs Uno” in vigore ormai da un anno, sfruttato da meno del 4% dei consumatori.
I dati, ottenuti valutando le risposte dei 700 intervistati, evidenziano che gli italiani acquistano un gran numero di PAED, con una media di due a testa all’anno, che a fine ciclo di vita non gestiscono spesso però nella maniera corretta. Su circa 19 milioni di persone che in Italia hanno gettato un PAED solo 8,5 milioni (42%) hanno portato il dispositivo in un’isola ecologica o lo hanno lasciato al negoziante al momento dell’acquisto di un nuovo elettrodomestico. Sono molti invece i consumatori che hanno gettato il dispositivo nel posto sbagliato, magari nel cassonetto dell’indifferenziata (3,6 mln di persone) o lo hanno lasciato inutilizzato in casa (5 mln).