• Articolo , 21 maggio 2010
  • Palermo: i rifiuti ci sono ma non ci sono!

  • A lanciare l’allarme rifiuti la sezione Legambiente Sicilia, causa una gestione completamente sbagliata.

(Rinnovabili.it) – L’emergenza c’e’ ma non se ne parla, cosi come esiste il grave inquinamento causato da un enorme quantità di percolato fuoriuscito dalla discarica di Bellolampo. “Sono evidenti le responsabilità storiche nella politica regionale dei rifiuti tanto che la Sicilia è saldamente all’ultimo posto per le percentuali di raccolta differenziata rispetto alle altre regioni. Ci sono forti interessi politici di parte che impediscono all’emergenza di occupare le prime pagine dei giornali e le aperture dei Tg. Ben altro è stato l’atteggiamento nei confronti dell’emergenza campana. E’ necessario che alla popolazione arrivi un’informazione corretta sia sulle cause che sulle soluzioni e la prima cosa da fare è partire con una seria raccolta differenziata”, quanto dichiarato dal Presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. A cui fa seguito il commento del Presidente di Legambiente Sicilia, Mimmo Fontana:” Questa emergenza non è paragonabile a quella campana del 2007, dove esisteva un problema di capienza delle discariche, qui il disastro è frutto della totale incapacità gestionale di una società ormai in amministrazione controllata, e dei gravissimi errori venuti alla luce con la progettazione e la realizzazione dell’ampliamento della discarica di Bellolampo attuati dalla stessa Amia”. Si ricorda che per ben due volte il Governo e’ dovuto intervenire per riparare ad un buco di decine milioni di euro della società di gestione dei rifiuti, piuttosto che un piano di incenerimento dei materiali di scarto preferito ad un sistema di raccolta differenziata funzionante. “Il piano d’incenerimento di Cuffaro – conclude Fontana – lungi dall’essere la soluzione del problema, negli ultimi otto anni ha enormemente aggravato l’emergenza rifiuti in Sicilia. L’inversione di tendenza ad opera dell’attuale governo regionale, originata da una condanna della Corte di Giustizia europea e dal 2003 più volte richiesta da Legambiente, sta portando oggi alla redazione di un nuovo piano e va sostenuta con convinzione perché è l’unica che può garantire non solo l’uscita dall’emergenza, ma finalmente la creazione di un sistema integrato dei rifiuti anche in Sicilia”.