• Articolo , 1 luglio 2011
  • Panasonic, diviso tra fuel cell e tecnologia geotermica

  • Progressi nella tecnologia termoelettrica e un nuovo centro di R&S in Europa dedicato alle sue micro CHP. Il colosso nipponico rinnova le sue credenziali green

(Rinnovabili.it) – La ricerca green innanzitutto. Per il colosso nipponico Panasonic lo sviluppo di nuove tecnologie energetiche sostenibili è divenuto un piacevole chiodo fisso. Dopo aver deciso di aderire al piano giapponese per la realizzazione di un’innovativa green city, la società è pronta a rinverdire le proprie credenziali tuffandosi in due nuovi progetti.
Langen, cittadina tedesca, è stata scelta dalla Panasonic come la sede del suo *primo centro di ricerca e sviluppo europeo per le celle a combustibile*. La struttura, battezzata _Panasonic Fuel Cell Development Office Europe,_ si concentrerà sullo sviluppo di una nuova generazione di fuel cell per uso domestico _(micro CHP)_ da destinare al mercato comunitario, in stretta collaborazione con importanti aziende europee di pubblici servizi. Il centro dovrà concentrarsi in particolare sullo sviluppo e l’adattamento delle celle affinché rispecchino le diverse condizioni operative tra Europa e Giappone.

“Le nostre micro CHP (Combined Heat and Power generation) con celle a combustibile sono già state impiegate nella “eco ideas house”, una casa-concept che dimostra come, con la giusta tecnologia, possiamo tutti vivere in abitazioni in grado di conservare, creare e risparmiare energia con emissioni di CO2 praticamente nulle”, ha affermato Laurent Abadie, Presidente e CEO di Panasonic Europe Ltd. “Il nostro obiettivo globale è diventare la prima azienda d’innovazione ecologica nel settore dell’elettronica di consumo entro il 2018”.

E per non mancare la meta, la società non si lascia sfuggire nessuna possibilità. A dimostrarlo sono oggi gli innovativi *tubi termoelettrici* appositamente progettati dalla Panasonic per fonti di calore allo stato liquido come acqua bollente e vapore. La forma tubulare rende possibile *il trasferimento diretto ed efficiente del calore senza scambiatori aggiuntivi* e la generazione di energia ad alta densità, recuperando gli scarti termici generati, ad esempio, da sorgenti termali o fabbriche.
La tecnologia termoelettrica permette la conversione diretta del calore in elettricità ma i generatori convenzionali possiedono una struttura planare di difficile scale-up. I ricercatori nipponici hanno risolto questi problemi sfruttando *l’effetto termoelettrico trasversale*, che si verifica in un ambiente inclinato composto da multistrati di materiali termicamente resistenti e di metalli conduttivi. L’effetto in questione permette di controllare flusso di calore e corrente elettrica in modo indipendente nei diversi materiali. Ogni generatore tubolare (10 cm di lunghezza) è composto da una serie di anelli conici di tellururo di bismuto (materiale termoresistente) e da anelli di nichel (conduttore) e sarebbe in grado di generare una potenza di 1,3 W di elettricità facendo scorrere, all’interno del tubo, acqua calda a 90 °C e dell’acqua a 10 °C sulla parte esterna.