• Articolo , 16 gennaio 2009
  • Parrocchia “solare” nel messinese, fedeli perplessi

  • Da 20 anni si batte per la difesa dell’ambiente nel messinese e contro i danni provocati dall’inquinamento prodotto dalla centrale termoelettrica di San Filippo del Mela e dalle industrie dell’intera valle e dell’area di Milazzo. Ora, padre Giuseppe Trifiro’, 67 anni, parroco della chiesa di Santa Maria della Catena nella frazione Archi del Comune di […]

Da 20 anni si batte per la difesa dell’ambiente nel messinese e contro i danni provocati dall’inquinamento prodotto dalla centrale termoelettrica di San Filippo del Mela e dalle industrie dell’intera valle e dell’area di Milazzo. Ora, padre Giuseppe Trifiro’, 67 anni, parroco della chiesa di Santa Maria della Catena nella frazione Archi del Comune di San Filippo del Mela e presidente dell’associazione T.S.C. (Tutela della salute dei cittadini) ha deciso di dare un altro segnale concreto del suo impegno civile scegliendo l’energia pulita per la sua chiesa, non senza perplessita’ dei fedeli. Il sacerdote ha fatto montare sul tetto della sua parocchia – la prima in provincia di Messina – un impianto fotovoltaico da 6,12 Kwp che permettera’ la fornitura di quasi 10.000 kwh l’anno. Padre Trifiro’ ha speso quasi 40 mila euro ma ai parrochiani critici nei suoi confronti risponde, cifre alla mano, che la chiesa ci guadagnera’. L’incentivo annuo dell’Enel sara’ di circa 4 mila 200 euro per 20 anni e con il meccanismo di scambio potra’ risparmiare in bolletta altri 2 mila euro l’anno. In 20 anni conta cosi’ di far guadagnare alla parrocchia addirittura 80 mila euro. Ed a guadagnarci sara’ anche l’ambientale perche’ il suo impianto fotovoltaico evitera’ l’emissione di circa 5.300 chili l’anno di anidiride carbonica nell’atmosfera dalla vicina centrale termoelettrica dell’Enel che in 20 anni fanno 106 mila chili in meno di Co2. Nel ’89 per evitare la sua trasformazione a carbone padre Trifiro’ spedi’ al presidente della Repubblica 800 certificati elettorali dei suoi fedeli non facendoli votare per le elezioni europee e l’anno dopo si fece promotore di un referndum popolare poi indetto dalla Provincia Regionale di Messina che boccio’ con il 98% dei consensi il progetto: la consultazione chiedeva la trasformazione della centrale Enel a metano ma la volonta’ popolare non e’ stata mai rispettata dalla politica.