• Articolo , 15 giugno 2009
  • Paul McCartney & sons: Meat Free Monday

  • Meno carne, meno allevamenti e meno inquinamento. E parte l’appello ad un giorno “meat-free” da Paul McCartney

(Rinnovabili.it) – “Meat Free Monday” non è una nuova canzone cantata dal celebre papà e dalle sue figliole. No. Infatti dall’ex Beatles, ma anche dalle sue figlie, arriva l’appello ad un giorno senza mangiare carne. La famiglia McCatney propone il lunedì. Un passo verso la pratica vegetariana? No, il vero scopo è limitare il consumo di carne e di conseguenza la quantità degli allevamenti che, ormai è noto, sono tra i grandi inquinatori soprattutto con le loro emissioni “naturali” di azoto.
Noi italiani con il nostro “giovedì gnocchi e venerdì pesce”, non lo sapevamo ma già da tempo ci avevamo azzeccato.
E ora e la volta del Regno Unito. E parte Paul McCartney, con le figlie Mary e Stella famosa stilista, lanciando la campagna “Meat Free Monday”.
“Indicare un giorno alla settimana in cui non si mangia carne è un cambiamento significativo che ognuno può fare – ha suggerito McCartney, dalla pur comoda posizione di un riconosciuto vecchio vegetariano – e che ha un impatto importante dal punto di vista politico, ambientale ed etico”.
Per l’Onu, l’industria della carne è responsabile del 18% delle emissioni di gas serra.
“La produzione di anidride carbonica e il consumo di acqua associati alla produzione della carne – ha spiegato Sir David King, ex consulente scientifico del governo britannico – sono venti volte maggiori di quelli legati alla produzione di mais. Mangiare meno carne serve a proteggere l’ambiente”.
E come api al miele all’appello dell’ex-Beatles hanno già detto sì Chris Martin, il leader dei Coldplay e marito di Gwyneth Paltrow, al magnate della Virgin Richard Branson, com pure gli attori Kevin Spacey, Woody Harrelson e Johanna Lumley.
Addirittura alcuni famosi chef hanno aderito assicurando che d’ora in poi il lunedì proporranno un menù “meat-free” affianco a quello normale. Nel campo scientifico si è alzata autorevole la voce, per lo stesso invito, di Umberto Veronesi.