• Articolo , 15 marzo 2007
  • Pecoraro Scanio: sull’ambiente urge un “impegno mondiale”

  • Lettera della Lipu al ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, per chiedere sostegno alla biodiversità e aiuto nella lotta alla deforestazione. Per il ministro serve un “patto per il clima che coinvolga Stati Uniti, Cina e India”

Il ministro Pecoraro Scanio è oggi presente al G8 a Potsdam e vi resterà fino al 17, insieme ai rappresentanti delle più grandi potenze mondiali. In una lettera inviata da Giuliano Tallone, Presidente della Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) ed indirizzata al ministro dell’Ambiente italiano, vengono fatte richieste circa la linea da seguire al prossimo vertice G8+5 di Postdam in Germania. Nella lettera il presidente della Lipu chiede che “l’Italia affianchi la tutela della natura al Protocollo di Kyoto e promuova un piano d’azione per la biodiversità e la lotta contro la deforestazione e la desertificazione”. L’impegno del ministro dovrebbe poi portare a tre risultati, il primo “è un adeguato finanziamento di un Piano d’azione per la biodiversità che incorpori l’obiettivo globale di ridurre la perdita di biodiversità entro il 2010. Il secondo è un chiaro riconoscimento dei benefici della biodiversità in termini di salute, alimentazione, sicurezza, educazione e sviluppo, unito alla richiesta di integrare la conservazione della biodiversità nei piani e nelle strategie di questi settori. Il terzo è dimezzare il tasso di perdita delle foreste e il raddoppio della superficie di foreste gestite in modo ecologicamente sostenibile entro il 2015”. La Lipu chiede impegno anche per le recenti dichiarazioni del ministro che solo tre giorni fa aveva detto “La task force proposta da Prodi, i provvedimenti assunti dal Governo per l’efficienza e le fonti rinnovabili, l’accordo dell’Unione Europea per lo sviluppo vincolante delle stesse fonti e la proposta ‘climate bill’ del Governo inglese sono tutti elementi molto utili nella strategia per combattere i cambiamenti climatici. Ma non bastano. Serve una svolta verde al G8” e poi aveva auspicato un “impegno mondiale”. Un Patto per il clima che coinvolga Stati Uniti, Cina e India su impegni certi e misure concrete per la riduzione delle emissioni di gas serra e per lo sviluppo di fonti pulite, sicure e rinnovabili. (fonte Ansa)