• Articolo , 22 novembre 2010
  • Per i Sindaci del World Summit il patto sul clima esiste già

  • L’accordo è stato formalmente battezzato come il “Patto Città del Messico”. Gli oltre 100 firmatari si sono impegnati a ridurre le emissioni di gas a effetto serra delle proprie città in modo chiaro e trasparente e a fare sistema sui buoni risultati

Sono i primi cittadini di oltre 130 città e metropoli sparse per il mondo, governatori locali in prima linea nelle politiche sul clima. Riuniti a Città del Messico per il *World Climate Change Summit 2010* hanno dimostrato ancora una volta che sulle questioni ambientali una strada condivisa si può trovare. I partecipanti – tra cui i major di Buenos Aires, Bogotà, Johannesburg, Los Angeles, Parigi e Vancouver – hanno ieri sottoscritto un patto in cui si afferma la loro intenzione di adottare una lista di misure per arginare i cambiamenti climatici. Un accordo volontario, ribattezzato per l’occasione “Mexico City Pact”:http://www.wmsc2010.org/the-mexico-city-pact/, che tratta un impegno unico nel suo genere e dagli orizzonti vasti, ponendo questi sindaci davanti a tutte le chiacchere dei negoziati globali. In primis, ovviamente, c’è l’obiettivo di una riduzione delle emissioni climalteranti attraverso politiche, leggi e campagne che ogni città stabilirà di seguire in base alle proprie possibilità, l’uso del trasporto sostenibile, la gestione adeguata delle risorse e l’efficienza energetica. I firmatari si sono impegnati a registrare i propri dati climatici durante i prossimi otto mesi rendendo le informazioni consultabili on-line. Le amministrazioni inseriranno le _‘azioni climatiche’_ in un registro elaborato e amministrato dal “Bonn Center for local climate action and reporting”:http://carbonn.org/ (Carbonn). Un impegno, in altri termini, in nome della trasparenza e dell’intercomunicabilità per dar modo di visualizzare, in maniera immediata, i progressi urbani nella riduzione dei gas serra.
“Si ha bisogno di un cambiamento qualitativo per controllare i nostri livelli d’inquinanti e per rispondere alle necessità più urgenti delle città, soprattutto per quelle che sono continuamente sotto la minaccia di catastrofi come le inondazioni”, ha affermato Marcelo Ebrard, sindaco Città del Messico. Il *Mexico City Pact* riporta anche la promessa da parte dei primi cittadini firmatari di sviluppare delle strategie locali di adattamento per superare le ripercussioni locali dei cambiamenti climatici oltre che di creare partenariati tra le città per promuovere la cooperazione, lo scambio di informazione e il trasferimento di tecnologia nei settori legati alla mitigazione e all’adattamento.
Nel sottolineare ancora una volta il ruolo vitale che le aree urbane possono svolgere nel mettere un freno ai cambiamenti climatici Ebrard ha lanciato un appello “Dobbiamo dire alla comunità internazionale che è nelle città che la battaglia per rallentare il riscaldamento globale sarà vinta”. E nessuno meglio del sindaco messicano crede in questa visone.
Solo la scorsa settimana Ebrard ha fatto sapere che sulla questione ambientale Città del Messico e i suoi 20 milioni di cittadini non si tireranno indietro e riusciranno a tagliare annualmente del 14% le proprie emissioni.
L’amministrazione sta già attuando un piano verde destinato a ridurre le emissioni di gas serra di 7 milioni di tonnellate tra il 2008 e il 2012 grazie a un ampio programma di nuovi investimenti nel trasporto pubblico, conservazione delle terre pubbliche, riduzione dell’inquinamento atmosferico, miglioramenti nel settore idrico e dei rifiuti solidi. “Il finanziamento è una componente critica per garantire che le città di tutto il mondo abbiano le risorse finanziarie per attuare i loro piani d’azione climatica. Noi riteniamo che se verranno rese disponibili delle risorse finanziarie attraverso i trasferimenti da economie sviluppate a paesi in via di sviluppo, una parte significativa di questi fondi dovrebbe passare attraverso le città e i governi locali”, ha aggiunto il primo cittadino.
Gabriel Sanchez Diaz, presidente della Pensar Foundation, ha spiegato come con la firma questo patto i sindaci stiano cercando anche l’appoggio delle istituzioni multilaterali e dei governi nazionali così come la creazione di meccanismi di accesso diretto ai finanziamenti per migliorare la qualità della vita degli abitanti dei centri urbani più poveri e dunque più vulnerabili ai cambiamenti climatici.
Ha ricordato Christiana Figueres, capo della Convenzione quadro dell’ONU sui cambiamenti climatici “Le aree urbane consumano fino all’80 per cento della produzione globale di energia ed emettono il 60 per cento dei gas serra”. Dati impressionanti ma che non possono non far riflettere sul ruolo attivo e di primo piano delle metropoli nell’attuale discussione mondiale. Il patto, ha sottolineato la Figueres, ha inviato un “segnale chiaro” ai paesi che si siederanno al tavolo dei negoziati di Cancun ovvero come sia possibile raggiungere un accordo. Ebrard avrà il compito di portare il messaggio del patto di Città del Messico alla Conferenza dell’Unfccc che si terrà dal 29 novembre al 10 dicembre a Cancun.