• Articolo , 13 settembre 2009
  • Per l’aeroporto autonomia energetica (o quasi)

  • L’aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino, oltre che importante «hub» nazionale si appresta a diventare anche un importante «città» nella città che produce energia ottenuta da fonti rinnovabili. Sono satati ultimati in soli due anni i lavori per l’impianto di cogenerazione che consentirà di produrre energia sostenibile per soddisfare al 90 per cento il fabbisogno […]

L’aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino, oltre che importante «hub» nazionale si appresta a diventare anche un importante «città» nella città che produce energia ottenuta da fonti rinnovabili. Sono satati ultimati in soli due anni i lavori per l’impianto di cogenerazione che consentirà di produrre energia sostenibile per soddisfare al 90 per cento il fabbisogno di elettricità dell’aeroporto.
La nuova centrale del Leonardo da Vinci produce energia sostenibile e permette di ridurre la dipendenza dalla rete elettrica nazionale. Tutto questo è possibile grazie alla cogenerazione, un sistema integrato per la produzione combinata di elettricità ed energia termica, che garantisce l’autosufficienza di uno scalo in cui ogni giorno circa 150mila persone – tra passeggeri, accompagnatori e operatori aeroportuali – contribuiscono ad un consumo medio orario di energia pari a 20 Mw (megawatt).
Il nuovo impianto di cogenerazione, per il quale sono stati investiti 20 milioni di euro, nasce dalla collaborazione fra Aeroporti di Roma, AdR Engineering e Sistemi di Energia e occupa un’area di oltre 2mila metri quadrati. Per Adr, che è già impegnata da alcuni anni nella pianificazione e ottimizzazione della produzione e dei consumi energetici, l’entrata in funzione di questo impianto consentirà una politica di risparmio e di sviluppo sostenibile, compatibile con il territorio. L’impianto, grazie a tre potenti motori Rolls Royce, funziona a gas naturale ed è dotato di una tecnologia avanzata, che in due fasi distinte produce elettricità e contemporaneamente genera calore, limitando rispetto ad altri impianti la dispersione di calore e riducendo di gran lunga, a parità di energia prodotta, le emissioni in atmosfera. Un ulteriore beneficio per la società di gestione deriva dalla riduzione dei consumi e dall’aumento del rendimento a parità di combustibile immesso.
«Si tratta di un impianto in grado di garantire 2,7 megawatt di energia annui, pensato per raggiungere due obiettivi: garantire autonomia energetica allo scalo ed ottenere un minor impatto di emissioni inquinanti – assicura Franco Giudice, direttore generale di Aeroporti di Roma -. Con questo impianto a cogenerazione, tre motori alimentati a gas, che genera elettricità risparmieremo in termini di emissioni inquinanti. Continueremo comunque ad acquisire energia prodotta attraverso altre fonti – conclude Giudice – ma la utilizzeremo solo come back-up in caso di necessità».
La centrale, peraltro, consentirà di evitare black-out come quello avvenuto due anni fa, che in parte paralizzò il sistema di smistamento automatizzato dei bagagli, creando parecchi disagi e disservizi ai passeggeri. Già, perché questa inesauribile fonte di energia, oltre a rendere operativo il Bhs, fornirà corrente anche a tutti gli apparati indispensabili per il funzionamento della «macchina» aeroportuale: computer dei check-in, «gate» d’imbarco, gli esercizi commerciali.