• Articolo , 31 maggio 2011
  • Per l’energia di domani il Giappone chiede la Luna

  • La nipponica Shimizu pubblica le prime informazioni sul mega progetto che trasformerebbe il satellite terrestre in una centrale fotovoltaica

(Rinnovabili.it) – Quando si tratta di immaginare il futuro, la mente umana non conosce confini e per ottenere l’energia necessaria per assicurare un domani sempre più verde c’è chi è disposto ad arrivare fino sulla luna. Letteralmente. La Shimizu Corporation ha svelato in questi giorni “Luna Ring”, l’avveniristico progetto per trasformare il satellite naturale della terra in una mega centrale solare. L’idea è di Tetsuji Yoshida e dei suoi colleghi al CSP, il braccio di ricerca di Shimizu, una delle più grandi aziende di costruzione in Giappone. Il progetto prevede di quella di istallare sulla superficie lunare una cintura di moduli fotovoltaici in silicio cristallino che potrebbero sfruttare i raggi solari che colpiscono il satellite ogni giorno, dieci volte più efficientemente di quanto accade sulla Terra. Per garantire la produzione continua di energia, un array di celle solari si estenderebbe lungo tutti gli 11.000 km all’equatore lunare. In linea del tutto teorica si potrebbe ottenere una potenza 650 volte superiore a quella attualmente necessaria a livello mondiale. Il progetto non disdegna l’idea di realizzare impianti per la produzione dei moduli fotovoltaici direttamente in situ sfruttando le materie prime lunari. Gli scienziati della Shimizu stanno appositamente studiando una serie di processi per ottenere quantità sufficienti dei minerali di cui hanno bisogno utilizzando la riduzione chimica tramite idrogeno. A completare il progetto, una struttura orbitante intorno al satellite trasmetterebbe, mediante microonde, l’energia prodotta sulla Terra affidando a robot tele-gestiti un ruolo fondamentale sia nella realizzazione che nella manutenzione. Nonostante le tecnologie alla base di Luna Ring non siano una novità, soprattutto in un paese così tecnologicamente avanzato come il Giappone, il progetto avrà necessariamente bisogno di tempi lunghi: secondo la società si dovrebbe attendere il 2035.