• Articolo , 8 settembre 2009
  • Per l’ex governo nipponico la “svolta verde” è un’utopia

  • Passare dall’8% al 25% è un obiettivo molto ambizioso che lascia perplessi i rappresentanti dell’ex governo Liberaldemocratico che hanno espresso il loro disappunto

(Rinnovabili.it) – Il nuovo premier giapponese, Yuki Hatoyama, a pochi giorni dalla sua elezione ha precisato l’intenzione di alzare dall’8% al 25% l’abbattimento dei gas serra entro il 2020, prendendo come anno di riferimento il 1990.
Ma l’ex governo Liberaldemocratico ha espresso la sua incredulità, non crede nella “politica verde” del neo premier.
Il disappunto è giunto anche dal ministro di Economia, Industria e Commercio, Toshihiro Nikai, che teme che le decisioni prese si basino solo su convinzioni personali e non su una attenta analisi della situazione economico-indistriale del Giappone, definendo gli obiettivi elencati da Hatoyama quasi utopici.
Critica è anche la posizione del segretario di governo, Takeo Kawamura, che non crede sarà possibile ridurre in maniera così drastica l’utilizzo di carburanti e mezzi di trasporto.
L’unico che sembra vedere qualcosa di buono nella “svolta verde” di Hatoyama è il ministro dell’Ambiente, Tetsuo Saito, che ha dichiarato che l’impegno del nuovo governo risulta molto importante visto che potrebbe portare allo sviluppo e al rilancio di alcune aree economiche.