• Articolo , 1 marzo 2010
  • Per sviluppare l’eolico off-shore cominciare dalle navi

  • Durante un incontro a Bruxelles, l’industria eolica e quella della cantieristica navale europea hanno rivolte le proprie richieste a Bruxelles al fine di promuovere un nuovo impulso al settore dell’eolico

(Rinnovabili.it) – L’associazione dei cantieri navali europei, CESA, e la lobby Ue del vento, Ewea, hanno redatto di comune accordo un documento in cui chiedono alla Commissione europea ed alla Banca Europea degli Investimenti (BEI) di sostenere la realizzazione di nuove navi per servire nei prossimi anni il mercato dell’energia eolica off-shore. Le organizzazioni hanno colto l’occasione durante un meeting congiunto per sollecitare l’esecutivo Ue a sviluppare programmi e meccanismi di finanziamenti ad hoc ed allo stesso tempo l’Istituto di credito affinché prenda le necessarie misure volte a sostenere i rischi connessi; l’obiettivo sarebbe quello di garantire così che un numero sufficiente d’imbarcazioni, atte all’installazione, siano disponibili per l’industria dell’eolico marino. Comparto questo detentore ormai d’un ruolo chiave nella strategia dell’UE per il 2020, a fronte di 2,4 miliardi di euro necessari per sostenere le previste istallazioni. “Dal 2020 vedremo 40.000 MW di impianti offshore l’anno”, ha detto Eddie O’Connor, Segretario EWEA. “Ciò richiederà da dieci a dodici nuove navi per carichi pesanti e altre imbarcazioni per il trasporto di fondamenta, torri e pale. Senza scordare che dovranno essere realizzati anche nuovi porti in tutta Europa”.
“I cantieri navali europei forniscono l’energia necessaria per sviluppare innovative soluzioni d’ingegneria per le apparecchiature dedicate all’offshore”, ha fatto eco Reinhard Lüken, Segretario Generale di CESA. “Insieme i comparti possiedono la capacità unica di guidare velocemente lo sviluppo verso una rivoluzione verde della produzione d’energia sostenibile”.