• Articolo , 21 dicembre 2008
  • Percassi si dà all’energia. A Foggia la centrale dallo zuccherificio

  • Se tutto procederà come previsto, entro marzo 2011 nel sito industriale dismesso di Rignano Scalo, nel territorio del comune di Foggia, dove era attivo uno zuccherificio dell’Eridania, sorgerà una centrale elettrica a biomassa solida. Potrebbe essere la prima di questo tipo in provincia di Foggia. Nello stesso territorio ne sono previste altre due, una sempre […]

Se tutto procederà come previsto, entro marzo 2011 nel sito industriale dismesso di Rignano Scalo, nel territorio del comune di Foggia, dove era attivo uno zuccherificio dell’Eridania, sorgerà una centrale elettrica a biomassa solida. Potrebbe essere la prima di questo tipo in provincia di Foggia.
Nello stesso territorio ne sono previste altre due, una sempre nell’area del capoluogo (località Posta da Piedi) e la seconda a Cerignola. Il progetto ex Eridania è stato proposto a fine marzo 2007 alla Regione Puglia dalla Enterra Spa, società di cui fanno parte, con quota maggioritaria, la Stilo del Gruppo Percassi di Bergamo e la Sistemi Energetici Spa , con sede a San Severo. Dopo una prima conferenza di servizi che ha visto il parere favorevole degli enti locali, l’iter ne prevede ora una seconda per il perfezionamento di alcuni dettagli. L’autorizzazione unica spetta all’assessorato allo Sviluppo Economico della Regione.
“Nel corso della prima Conferenza di servizi – dice l’amministratore unico di Sistemi Energetici, l’ingegnere Marcello Salvatori – sono stati chiesti approfondimenti progettuali da parte di alcuni enti che comunque hanno sposato in pieno il progetto”.
I lavori dovrebbero avere inizio, secondo le previsioni, entro giugno dell’anno prossimo. L’azienda che gestirà la centrale, la Enterra Spa, ha provveduto già a bonificare i capannoni dall’amianto, a riqualificare gli ambienti rispetto alla vecchia produzione e ad adattarli alla nuova attività.
Il sito dista circa 15 km dall’abitato di Foggia e circa 20 da quello di San Severo ma dispone, essendo già stato utilizzato per produzioni agroindustriali, delle infrastrutture logistiche viarie necessarie a rendere agevole l’approvvigionamento di materiale agricolo. La potenza elettrica complessiva sarà di 15,08 megawatt (MWe), quella netta di 13,28 (MWe) e quella termica di 49,5 megawatt (MWt). L’energia elettrica complessivamente immessa in rete corrisponderà a 104 gigawatt ora all’anno (GWh/anno). L’impianto utilizzerà gli scarti dell’agricoltura della zona, in particolare cippato di legna proveniente dalla pulizia dei boschi e da potature di oliveti e vigneti, sansa vergine ed esausta e vinacce. Si tratta, infatti, di una centrale a biomasse a filiera corta che deve utilizzare scarti di lavorazione provenienti dal territorio, entro un raggio minimo stabilito di 70 km.
Questo è uno degli aspetti che l’ingegner Salvatori indica come un fiore all’occhiello del progetto di centrale. “Abbiamo accordi con numerose cooperative e società forestali – dice – per l’utilizzo di legname proveniente dalla pulizia dei boschi della nostra provincia. Abbiamo iniziato la coltivazione in ‘short rotation’ di alberi a rapido accrescimento. Utilizzeremo i numerosi oleifici e cantine presenti nel nostro territorio. Stiamo, inoltre, costituendo un Consorzio di filiera nel settore del legno”. Sono tutti materiali “abbondantemente presenti” in provincia di Foggia, una zona dominata dalle colture olivicole e vinicole.
«Per sgomberare il campo da equivoci – precisa Salvatori – è bene dire che non utilizzeremo in alcun modo rifiuti. In ciò ci siamo espressamente impegnati in tutti i nostri documenti. Se una visita ispettiva dovesse domani trovare un solo chilo di rifiuti nel nostro stabilimento, sarebbe revocata l’autorizzazione e chiuso l’impianto». Ma Salvatori è soddisfatto anche di un altra circostanza: aver verificato che non è il primo caso di zuccherificio convertito in centrale a biomasse. «Ci sono state scelte identiche, ad esempio al nord – rivela – ho personalmente verificato che altri impianti, proprio della Eridania, avranno questo tipo di destinazione. Ciò dimostra che avevamo visto lontano». La centrale a biomasse di Rignano Scalo sarà uno stabilimento che, negli scopi dei progettisti, dovrà rimanere strettamente legato all’agricoltura del territorio . Salvatori sottolinea come il progetto è stato presentato prima che venisse introdoyto un ulteriore incentivo collegato agli impianti a biomassa a filiera corta, contenuto in una legge nazionale dell’estate del 2008.