• Articolo , 9 giugno 2009
  • Perez Esquivel: corte penale europea e internazionale per crimini ambientali

  • E’ una campagna per istituire un tribunale internazionale penale per i crimini contro l’ambiente per salvare la vita del pianeta in pericolo, situazione dove subirne le più gravi conseguenze sono di solito i paesi più poveri

(Rinnovabili.it) – “Non è possibile che i crimini contro l’ambiente non siano puniti secondo il codice penale europeo e internazionale. Non ci sono solo i gravissimi danni di episodi come Cernobyl, ma anche i danni dovuti alla deforestazione, all’inquinamento dell’acqua e delle terre. Con questa campagna vogliamo motivare i governi a creare questa Corte europea e allargare le competenze di quella dell’Aia ai disastri ambientali volontari”.
Questa dura requisitoria viene dal premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel, nonché testimonial della raccolta firme per l’istituzione sia di una Corte Penale europea dell’Ambiente come di un’analoga Corte Penale Internazionale.
L’iniziativa è promossa dall’IAES (Accademia Internazionale di Scienze Ambientali con sede a Venezia). Lotta contro l’inquinamento, effetto serra e diminuzione dei gas nocivi sono fondamentali non solo per i paesi ricchi ma anche e soprattutto per i paesi più poveri, che potrebbero pagare doppiamente il prezzo delle negative conseguenze sul clima.
Chi non possiede strumenti finanziari e tecnologici per investire in fonti rinnovabili, è più colpito da desertificazione, insufficienza idrica per coltivazioni e sussistenza, ulteriore dipendenza dai paesi sviluppati. Ecco perché questi tribunali possono riequilibrare la vita della terra e non aggravare sempre più la situazione dei paesi poveri. Ma per poter giungere ad una formale nascita dell’istituzione, occorre raggiungere almeno il numero di 71 firmatari e proprio per questo diversi importanti personaggi, come scienziati, premi Nobel, politici e artisti, dichiarando la loro adesione.
Il 2 ottobre a Venezia sarò il prossimo appuntamento con un “Forum Internazionale” con cui si auspica di inaugurare la sede delle Corti, presso Villa Herion, nell‘isola veneziana della Giudecca.