• Articolo , 3 febbraio 2010
  • Pericoli per il fotovoltaico italiano dal taglio agli incentivi

  • Tagli agli incentivi per i grandi impianti si profilano all’orizzonte e l’Assosolare protesta vivamente, mettendo in guardia l’esecutivo di come una stretta troppo forte potrebbe strangolare uno dei pochi settori in grande espansione in un momento di crisi come questo.

(Rinnovabili.it) – Nell’ultima bozza di decreto sul conto energia, il governo avrebbe fissato a 3000 MW l’incremento della potenza incentivabile, mentre nella precedente si parlava di 1500 MW (che, stante l’attuale crescita del settore, si sarebbero di fatto “esauriti” nel 2011).
Il fotovoltaico è oggi un settore in crescita esponenziale, in netta controtendenza con l’attuale crisi economica, ma che rallenterà o si fermerà addirittura se dovessero essere confermati i provvedimenti del governo che mirano a tagliare drasticamente gli incentivi ai grandi impianti. E sarebbero proprio quelli che, ad esempio, ci potrebbero far raggiungere in tempi ragionevoli gli attuali livelli della Germania, ma anche gli obiettivi fissati dalla Ue sulla percentuale di energia da rinnovabili da realizzare entro il 2020. Questi grandi impianti rischiano di essere penalizzati, denuncia preoccupata l’Assosolare, anche da una circolare dell’Agenzia delle Entrate che vorrebbe far pagare l’ICI al fotovoltaico. Se passasse il taglio del 25% sugli incentivi per i grandi impianti, come proposto dal Ministero dello Sviluppo Economico, il tasso di rendimento di un progetto fotovoltaico potrebbe subire una riduzione di quasi il 40% se raffrontato con i valori del 2010.
La posizione dell’Assosolare, che viene condivisa anche dall’Associazione Aper e dal gruppo GIFI dell’ANIE, può sintetizzarsi così: “Il taglio massimo accettabile dell’incentivo per i grandi impianti può essere del 14% nel 2011, rispetto ai valori del 2010”. Senza questi requisiti l’investimento finanziario nel settore sarebbe assai meno interessante rispetto ad altri tipi di investimento più tradizionali, come ad esempio l’immobiliare.
Il Governo invece vuole superare e non di poco il 14%, nella riduzione della tariffa 2011 per i grandi impianti. E qui a trattativa si è arrestata e il decreto potrebbe essere approvato con un tale “vulnus”. In più ci sono e voci di una possibile sostituzione come sottosegretario del Ministro dello Sviluppo Economico all’Energia, dell’onorevole Saglia, con cui Assosolare ha lavorato durante gli ultimi mesi e con cui, tutti si augurano si possa concludere la consultazione nei prossimi giorni. Gli obiettivi quindi sono: presentare nei tempi utili la bozza di decreto alla Conferenza Unificata Stato Regioni sbloccando la trattativa sul fotovoltaico – confermare il premio per la sostituzione dell’amianto – replicare il premio per le serre fotovoltaiche.