• Articolo , 21 febbraio 2008
  • Petrolio: oltre quota 101, ma non finirà

  • Allarme sul fronte dei prezzi dei carburanti che anche ieri hanno registrato una altra ondata di rincari sulla scia del greggio che batte ancora nuovi record

La quotazione dell’oro nero (mai attributo fu tanto adeguato) sembra aver ripreso la sua corsa e non volersi fermare. Dopo aver riacciuffato quota 100, infatti ha continuato la sua marcia, arrivando a 101 dollari al barile e toccando ieri sera il record storico di 101,32 dollari: ben il doppio dal 2004. Contemporaneamente i futures petroliferi negli ultimi tre anni sono cresciuti da 50 a 101 dollari. Nel mondo degli analisti non manca chi prevede che questa corsa al rialzo non sia finita qui, come, ad esempio, il responsabile della Darien, società di brokeraggio del Connecticut, che prevede la crescita del prezzo del barile fino a 120-150 dollari a fine 2008.
Non si esclude che tutto ciò possa essere anche dovuto agli effetti della speculazione finanziaria (stimati in circa il 25% del costo del barile). Ormai vengono scambiati almeno 400-500 milioni di barili al giorno, vale a dire un volume pari a 6 volte e mezzo la produzione attuale. Ad esempio i fondi pensione e gli hedge fund sono passati ad investire nei prodotti finanziari petroliferi dai circa 3 miliardi di dollari del 2000, fino ad esporsi, sempre in futures petroliferi, in cifre che oggi toccherebbe circa i 200 miliardi di dollari