• Articolo , 31 agosto 2009
  • Piano casa Vda favorisce costruzione edifici ecocompatibili

  • L’introduzione di tecniche di costruzione ecocompatibili volte al risparmio energetico e all’uso di fonti energetiche alternative, la movimentazione di risorse economiche per riattivare un circuito virtuoso nel settore dell’edilizia privata, la riduzione e la semplificazione delle procedure: sono i punti cardine del disegno di legge sul ‘Piano casa’ della Valle d’Aosta, approvato recentemente dal Consiglio […]

L’introduzione di tecniche di costruzione ecocompatibili volte al risparmio energetico e all’uso di fonti energetiche alternative, la movimentazione di risorse economiche per riattivare un circuito virtuoso nel settore dell’edilizia privata, la riduzione e la semplificazione delle procedure: sono i punti cardine del disegno di legge sul ‘Piano casa’ della Valle d’Aosta, approvato recentemente dal Consiglio Valle. “Il legislatore – sottolinea l’assessore regionale al territorio e ambiente, Manuele Zublena – ha posto l’accento sul risparmio energetico, sull’uso delle fonti energetiche alternative e sulla sostenibilità ambientale, mirando a riqualificare il patrimonio esistente alla luce anche della nuova sensibilità e cultura in tema ambientale”. Secondo l’assessore Zublena, “la legge permette la diffusione di una cultura del costruire più sostenibile: questo significherà investire nelle realtà produttive professionali, creando nuove ‘expertise’ che potrebbero anche essere esportate”.
La normativa consente un ampliamento fino al 20 per cento delle volumetrie esistenti di singole unità immobiliari, in deroga agli strumenti urbanistici generali. Se si utilizzano criteri e tecniche di edilizia sostenibile, fonti di energia rinnovabile o misure di risparmio energetico o idrico attraverso l’integrale demolizione delle abitazioni, l’incremento potrà essere del 35 per cento. Il 45 per cento di volumetria in più sarà invece possibile in presenza di programmi integrati, intese e concertazioni promosse dalle pubbliche amministrazioni, oppure di Piani urbanistici di dettaglio (Pud) di iniziativa privata, sempre a condizione dell’uso di tecniche di sostenibilità ambientale.

La legge lascia poi ai Comuni la facoltà di incentivare i residenti a intervenire nel recupero e nell’adeguamento della prima casa.