• Articolo , 25 giugno 2010
  • Piano d’Azione: gli operatori delle biomasse scrivono al Governo

  • In una lettera indirizzata al Ministero dell’Economia gli operatori chiedono di definire un quadro coerente di criteri di priorità e di incentivi per le biomasse nel prossimo Piano d’Azione in vista degli obiettivi della Direttiva 20-20-20

(Rinnovabili.it) – In attesa della presentazione ufficiale del Nuovo Piano d’Azione nazionale che definirà il contributo delle varie fonti per gli obiettivi della Direttiva 20-20-20, gli operatori del comparto delle biomasse chiedono al Governo di definire, insieme agli obiettivi quantitativi, un quadro coerente di criteri di priorità e di incentivi per le biomasse che da una parte dia certezze agli operatori e agli agricoltori sugli investimenti da qui al 2020 e che dall’altra premi realmente la produzione agricola e l’efficienza energetica delle filiere. A sottoscrivere la richiesta indirizzata al Ministero dello Sviluppo Economico sono stati Fiper insieme a Anci, Cia, Confagricoltura, Aiel, Itabia, Legambiente, Uncem. Fiper ha poi presentato un “documento”:http://www.rinnovabili.it/file_download/40 per sottolineare il ruolo delle biomasse nel prossimo Piano d’Azione.
In una nota diffusa dalla Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili si sottolinea come le biomasse di origine agricola, zootecnica e forestale possano dare un contributo determinante al conseguimento dei due obiettivi del 17% di produzione da FER sul consumo totale di energia e del 10% sul consumo totale di carburanti, “come risulta dalla bozza di Piano presentata dal MISE – in particolare per i fabbisogni termici e soprattutto per la produzione di carburanti alternativi, settore in cui allo stato attuale dell’arte – si legge – il loro ruolo risulta esclusivo”. Per questo gli operatori di settore hanno voluto sottolineare come “la programmazione nazionale non possa ignorare la specificità di questa fonte energetica indissolubilmente legata all’’uso del suolo e al lavoro agricolo e di conseguenza alla produzione di cibo, alla fertilità e agli stock di carbonio nel terreno, alla qualità delle acque di falda e non ultimo al reddito degli agricoltori”.