• Articolo , 12 gennaio 2009
  • Piano eolico a Mammola

  • A Mammola è stato avviato, da tempo, un progetto moderno e coraggioso. Moderno perchè la linea seguita dal sindaco vuole allinearsi con le politiche europee e mondiali in fatto ambientale, in modo specifico in fatto di energie rinnovabili; coraggioso per le polemiche e le discordanti opinioni che l’uso di energie rinnovabili stanno generando presso l’opinione […]

A Mammola è stato avviato, da tempo, un progetto moderno e coraggioso. Moderno perchè la linea seguita dal sindaco vuole allinearsi con le politiche europee e mondiali in fatto ambientale, in modo specifico in fatto di energie rinnovabili; coraggioso per le polemiche e le discordanti opinioni che l’uso di energie rinnovabili stanno generando presso l’opinione pubblica. Il progetto denominato “Piano di Canolo” è attualmente in fase di avanzamento avendo avuto l’approvazione dalla Regione Calabria per la cessione dei terreni da parte dei privati. Il progetto prevede: la costruzione di 11 aerogeneratori della potenza di 9,35 MW, le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla realizzazione dell’impianto. Il parco eolico verrà costruito in quella parte di territorio del comune di Mammola chiamata, appunto, “Piano di Canolo”. La vicenda da cui è nata l’idea risale al lontano 2003. Dopo vari sopralluoghi di agenti di imprese nazionali ed internazionali, i quali avevano fiutato le grandi potenzialità che l’Aspromonte poteva offrire in fatto di energie rinnovabili, l’allora presidente del Parco d’Aspromonte Tonino Perna, temendo il pericolo che si cominciasse a mettere le mani su tale ricchezza, aveva convocato diversi sindaci dell’area aspromontana. Nacque inizialmente un patto tra quindici comuni ed il Parco chiamato “Alleanza dei figli di Eolo”. Nello stesso periodo, all’interno del Consiglio direttivo del Parco, alcuni consiglieri avevano espresso il desiderio di occuparsi seriamente della questione delle energie rinnovabili. Maturò così l’idea di dar vita ad una società denominata “Eolo 21 spa” dall’attuale sindaco di Mammola Antonio Longo fautore e sostenitore fin da allora del progetto: «Il nome – sottolinea il sindaco- fu una mia idea. “Eolo” è il dio dei venti ma in questo caso indica soprattutto l’obiettivo di sfruttare la forza eolica per produrre energia, il numero 21, invece, si riferisce ad “Agenda 21” il documento internazionale sullo sviluppo sostenibile.La cifra “21” che fa da attributo alla parola “Agenda” si riferisce al Ventunesimo secolo, in quanto temi prioritari di questo programma sono le emergenze climatico-ambientali e socio-economiche del Terzo Millennio». La società, inizialmente, era formata da sette comuni ed il Parco d’Aspromonte che allora aveva la quota maggioritaria poi venduta. Successivamente, nel luglio 2006, la società “Eolo 21 spa” ha costituito una società denominata “Mammola Energia srl” il cui capitale sociale è detenuto dalla società “Eolo 21 spa” e di cui, attualmente,sono soci anche Canolo, Cittanova e San Giorgio Morgeto. Attualmente in Calabria esiste una moratoria sulla realizzazione di nuovi impianti eolici sul territorio regionale, per la precisione: una sospensione delle autorizzazioni già concesse e non rilascio di autorizzazioni nuove. Questo vuol dire che l’eolico solleva qualche perplessità soprattutto per quanto concerne il deturpamento del paesaggio e l’inquinamento acustico. A tal proposito precisa Longo: « Questo accade se gli impianti vengono costruiti nelle vicinanze dei centri abitati o in zone protette dove il rumore delle pale potrebbe allontanare gli animali e disturbare la quiete pubblica ma il sito in cui sorgerà l’impianto è stato scelto proprio in base a dei criteri ben precisi. Inoltre non credo che potrà deturpare la bellezza del paesaggio, anzi, alcuni siti sono diventati dei poli d’attrazione.Infine -aggiunge Longo- non dimentichiamo la possibilità di avere, con la costruzione del parco eolico, un ritorno economico molto importante per il comune che ricordiamo è socio. L’eolico, infatti,consente di produrre energia elettrica che, oltre ad essere pagata dall’ente distributore locale al prezzo di mercato, beneficia di certificati verdi o di incentivi in conto energia, che consentono di recuperare l’investimento in pochi anni». Mammola, ricordiamo, non è digiuna di questioni ambientali. E’ stato, infatti, di recente uno dei pochi comuni che ha fatto tesoro dei finanziamenti dei Por Calabria 2000/2006 che riguardavano appunto il risparmio energetico. A dicembre il comune ha portato avanti dei lavori di ammodernamento della rete di illuminazione pubblica sostituendo tutti gli apparecchi illuminanti con altri a basso consumo energetico. Tiziana Bruzzese