• Articolo , 29 settembre 2009
  • Piano Solare del Mediterraneo, una promessa da 20 GW

  • Oggi a Roma la Conferenza pubblica Internazionale dal sottotitolo ”Energia pulita, sviluppo, lavoro, cooperazione, pace”. Obiettivo, promuovere una vera cooperazione per la produzione di energia elettrica pulita

(Rinnovabili.it) – Si è aperto questa mattina, presso la Cgil nazionale, conferenza internazionale organizzata in collaborazione con l’Ome(Osservatorio Mediterraneo Energia) dedicata al tema della collaborazione energetica e di sviluppo tra i paesi del bacino mediterraneo. Ed è proprio l’aspetto energetico di una regione che possiede alcuni tra i più promettenti siti al mondo per il solare e l’eolico ha richiamare le maggiori attenzioni in un’ottica di collaborazione transfrontaliera. A mettere nero su bianco le possibilità ed opportunità insite nelle risorse di energia rinnovabile del mediterraneo è stato il Piano Solare Mediterraneo fulcro dell’incontro odierno.
Il Piano è stato presentato dai 43 stati dell’Unione del Mediterraneo nel luglio 2008 e rappresenta un imponente progetto di produzione di energia alternativa cui partecipano importanti imprese del settore.
La finalità è quella di ottenere 20 GW di nuova capacità rinnovabile installati nei paesi del sud-est del Mediterraneo, attraverso una serie di progetti – ad oggi più di 150 – nati, per l’appunto, dalla cooperazione bilaterale e regionale fra i paesi del Nord Africa e l’Europa. Lo scorso giugno stati annunciati 5 nuovi progetti, tra cui una pompa solare in Tunisia parte della seconda fase del progetto mirata a testare la fattibilità dell’esportazione dell’elettricità prodotta da rinnovabili verso i paesi del Nord del Mediterraneo. Una meta, quella prefissa in cui l’Ome è convinto, così come crede nello sviluppo sostenibile della Regione intera, come confermato dalle parole di Piero Gnudi, presidente dell’Osservatorio. La stima fatta da Gnudi è di nuovi 372 GW da oggi al 2030 nel bacino del Mediterraneo. “Il 68% – specifica – sarà destinato ai Paesi del Sud dove la capacità installata dovrebbe triplicare, passando dai 103 GW del 2005 ai 358 GW del 2030”.
In tal senso l’Ome ha provveduto a calcolare il volume degli investimenti complessivi di cui necessiterà il settore elettrico africano: circa 450 miliardi di dollari in cui sono compresi anche gli investimenti in generazione, la costruzione di nuove linee di trasporto e di distribuzione. L’attuazione del Piano Solare prevede anche un impegno della Banca Mondiale per un totale 750 milioni di dollari e della Banca europea per gli investimenti con un fondo dedicato. Ma l’incontro è stato anche l’occasione per Gnudi di lanciare un invito ad un’azione di supporto dello sforzo tecnologico alla base degli ambiziosi obiettivi: migliorare la produzione di energia significa infatti renderla economicamente conveniente e in tal modo dare un taglio al costo delle bollette.