• Articolo , 21 luglio 2008
  • Piano UE per risparmio energetico

  • La Commissione europea ha messo a punto un piano d’azione per comuni, produzioni e processi industriali sostenibili

Migliorare le prestazioni ambientali, spingere sull’efficienza energetica e vivacizzare sul mercato la domanda di prodotti più eco-compatibili. E’ questo il pacchetto di misure obbligatorie e volontarie che, se applicate, dovrebbero sostenere un’economia e una vita sociale più sostenibili.
Tre i punti di riferimento: una politica per promuovere prodotti in grado di risparmiare energia e risorse; l’utilizzo su larga scala di processi e tecnologie caratterizzati dal risparmio delle risorse; la promozione di consumi e produzioni sostenibili anche a livello internazionale. In pratica un’accelerazione dell’iter della direttiva sull’eco-progettazione per migliorare le prestazioni derivanti dal settore energetico. Prioritario è considerato un sistema tassativo di etichettatura per rendere noti i parametri ambientali di un’ampia gamma di prodotti. Si dovrà poi fare il possibile per favorire acquisti verdi e la dotazione di indicatori ambientali, per quanto riguarda sia i beni che i servizi di tutti i comparti del settore pubblico. Si raccomanda inoltre l’estensione dell’etichettatura ecologica, l’ecolabel europeo, a una gamma più vasta di prodotti. Il piano d’azione dell’UE auspica anche la realizzazione di un forum del settore del commercio al dettaglio, che metta in relazione il comparto con le associazioni dei consumatori per promuovere consumi più oculati e durevoli. “Eco-innovazione” è la parola d’ordine per la promozione di processi più sostenibili: un efficace sistema di verifica dei contenuti e degli obiettivi ecologici delle nuove tecnologie; una revisione dell’Emas in modo da coinvolgere di più le piccole e medie imprese; abbattere i costi di adesione al sistema e aprirlo a organizzazioni esterne all’UE. Occorre incrementare la collaborazione con i comparti industriali impegnati nella lotta al cambiamento climatico; promuovere la circolazione delle pratiche virtuose; favorire lo scambio internazionale dei casi di eccellenza; integrare consumi più sostenibili con il risparmio e l’efficienza energetica sia nell’edilizia che nell’uso di apparecchiature, comprese quelle domestiche.