• Articolo , 1 luglio 2010
  • Piemonte in prima fila nello sviluppo della filiera del biometano

  • Dallo Studio di fattibilità dell’intera filiera ora all’esame della Direzione Commercio della Regione Piemonte potrebbero arrivare indicazioni molto positive per il futuro del biometano. Con ottime prospettive di sviluppo per le aziende agricole subalpine

(Rinnovabili.it) – Potrebbe determinare una vera e propria rivoluzione in Piemonte lo _Studio di fattibilità della filiera del biometano,_ un passo in avanti decisivo che potrebbe portare a un cambiamento radicale dell’impostazione delle aziende agricole subalpine e allo stesso tempo della distribuzione e dell’utilizzo di carburanti per autotrazione. In questi giorni, infatti, la Direzione Commercio della Regione Piemonte è in prima fila in questo importante progetto che ha visto la collaborazione anche dell’assessore regionale al Commercio William Casoni e di Claudio Sacchetto, assessore all’Agricoltura della regione Piemonte.
“Abbiamo l’opportunità di rendere quella che oggi è considerata un questione grave per gli allevamenti zootecnici, e cioè il problema dei nitrati e dei liquami – ha sottolineato Casoni – un’importante risorsa economica per le nostre aziende. Altresì potremmo, prima regione in Italia, raggiungere la quota del 10% per l’energia nei trasporti prodotta da fonti rinnovabili che ci richiede la direttiva europea 28/2009 e sostenere anche l’operato della grande industria, considerando il fatto che la Fiat è, ad oggi, sostanziale monopolista del mercato delle auto alimentate a metano”, ha poi commentato sempre Casoni.
Sviluppare la filiera del biometano ha un doppio vantaggio anche ambientale, non producendo PM10 ed essendo “la migliore soluzione oggi disponibile per migliorare il problema della qualità dell’aria nelle nostre città – ha spiegato l’assessore piemontese – Stiamo quindi avviando un percorso estremamente importante, ottimale sotto tutti i profili e che potrà giovare all’intera filiera”.