• Articolo , 2 dicembre 2008
  • Piemonte: preoccupazione per il freno agli sgravi fiscali per il risparmio energetico

  • “Guardiamo con preoccupazione al provvedimento che renderà complesso e limitato il percorso per ottenere le detrazioni del 55% delle spese sostenute per l’installazione di impianti a energia solare. La manovra disincentiverà la domanda e avrà un effetto negativo sulla produzione. Interventi di questo genere riducono fortemente l’impatto delle misure regionali sia dal punto di vista […]

“Guardiamo con preoccupazione al provvedimento che renderà complesso e limitato il percorso per ottenere le detrazioni del 55% delle spese sostenute per l’installazione di impianti a energia solare. La manovra disincentiverà la domanda e avrà un effetto negativo sulla produzione. Interventi di questo genere riducono fortemente l’impatto delle misure regionali sia dal punto di vista del rilancio dell’economia sia da quello del sostegno all’innovazione tecnologica.” E’ questo il commento degli assessori all’ Energia, Andrea Bairati, e all’Ambiente e Risparmio Energetico, Nicola de Ruggiero, alla notizia che il decreto anticrisi approvato dal Governo renderà più difficile ottenere sgravi fiscali per chi intende risparmiare energia. La manovra contenuta nel pacchetto “anticrisi” diverge dalla politica intrapresa dalla Regione Piemonte che, per raggiungere gli obiettivi energetico ambientali fissati dall’Unione Europea al 2020, ha destinato oltre 250 milioni di euro dei Fondi Europei di Sviluppo Regionale (2007-2013) agli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica e di produzione di energia da fonti rinnovabili. “Il cosiddetto decreto “anticrisi” – ha sottolineato Bairati – non solo renderà più complessa la procedura per poter beneficiare delle detrazioni fiscali Irpef ed Ires del 55% per interventi di riqualificazione energetica ma non garantirà l’accoglimento delle istanze per interventi realizzati dopo il 31 dicembre 2007.
Riteniamo dunque che si tratti di una scelta economicamente sbagliata e culturalmente arretrata: il costo per lo Stato sarebbe stato ampiamente ripagato dall’ammontare degli introiti dell’IVA e dall’imposta sui redditi delle imprese, mentre ancora una volta si perde l’occasione per favorire la modernizzazione di un settore cruciale dell’economia nazionale. Curioso inoltre il nuovo principio del “silenzio dissenso”: decorsi i 30 giorni dall’invio dell’istanza, se l’Agenzia delle Entrate non dà comunicazione esplicita di accoglimento, “l’assenso si intende non fornito”. Ha commentato l’assessore De Ruggiero: “La scelta del Governo è fuori da ogni logica. Ciò soprattutto in un momento in cui è assolutamente imprescindibile la necessità di intervenire con ogni mezzo, così da contribuire a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e per lavorare al miglioramento del clima. In tutta la Pianura Padana la qualità dell’aria aumenta se si opera in maniera ragionevole e coordinata. Non si combatte per migliorare i risultati adottando soltanto misure per il traffico. Le agevolazioni per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti con “Uniamo le energie” sono fondamentali. I numeri degli ultimi tre anni ci stanno dando ragione e, soprattutto per la salute delle persone, non possiamo mollare ora, né accettare che ci siano deroghe e tagli”. Infine concludono: “La Regione Piemonte ribadisce il proprio impegno in campo energetico, anche se le novità introdotte dal Governo rendono meno efficace l’effetto delle agevolazioni a sostegno degli interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica, previste dai bandi regionali attualmente aperti.”