• Articolo , 18 giugno 2009
  • Pigmenti 09: l’architettura sostenibile in strada

  • Inquinamento, impoverimento delle risorse naturali, depauperamento di fonti energetiche tradizionali: sono termini che purtroppo conosciamo fin troppo bene, così come ci è nota l’importanza e la molteplicità delle applicazioni delle energie alternative e rinnovabili. Tra queste è destinata ad acquisire sempre più rilevanza l’Architettura sostenibile. Ma cosa si nasconde dietro questo concetto? Applicazioni e ricerche […]

Inquinamento, impoverimento delle risorse naturali, depauperamento di fonti energetiche tradizionali: sono termini che purtroppo conosciamo fin troppo bene, così come ci è nota l’importanza e la molteplicità delle applicazioni delle energie alternative e rinnovabili. Tra queste è destinata ad acquisire sempre più rilevanza l’Architettura sostenibile. Ma cosa si nasconde dietro questo concetto? Applicazioni e ricerche in materia di urbanistica hanno messo a punto, nel corso dell’ultimo decennio, l’utilizzo di materiali appositamente studiati per interagire con l’ambiente. Nel prossimo futuro, quindi, l’edilizia sarà destinata a mutare il proprio modus operandi e dovrà tener conto di risorse inesauribili come il sole, il vento, il calore della Terra, nella costruzione di edifici a carattere residenziale e di pubblica utilità.
In Italia l’architettura sostenibile ha finora avuto poche applicazioni concrete, sebbene siano in aumento gli architetti che si specializzano in questo settore frequentando master come quello promosso dall’ IN/ARCH, l’Istituto Nazionale di Architettura, ormai giunto al terzo anno di vita. Obiettivo del master è quello di creare una nuova figura professionale che sia in grado di approcciarsi alla progettazione in funzione della sostenibilità.
I progetti sviluppati nelle ultime due edizioni del Master in “Progettista di architetture sostenibili” sono stati presentati il 12 e 13 giugno a Roma nel corso della prima festa dell’Arte e dell’Architettura Sostenibile, “PIGMENTI 09”, che si è svolta per le strade del quartiere Pigneto. A coordinare e presentare l’evento Lab(e)s e OfficinaFortebraccio, laboratori residenti all’interno di uno dei quartieri storici di Roma, che da anni ne studiano le trasformazioni. I suoi edifici, quindi, sono stati concepiti dagli architetti e ingegneri del Master in modo innovativo mediante l’uso di avanzate tecnologie volte ad una loro riqualificazione energetica e ad un nuovo concetto di spazio.
Partire da un edificio esistente, ad alto consumo energetico e trasformarlo in una abitazione di classe A è stata la dura sfida dei progettisti. Ogni gruppo di architetti ha effettuato una lunga serie di studi, partendo dall’analisi climatica per arrivare allo studio del soleggiamento, della ventilazione e della vegetazione. Sorprendente è la varietà, l’originalità e la concretezza delle proposte progettuali, tutte inserite in questo particolarissimo contesto che è il Pigneto, un quartiere caratterizzato da un tessuto urbano estremamente complesso. E infatti, la lettura del contesto risulta spesso difficoltosa a causa di una molteplicità di edifici dai caratteri tipologici e morfologici diversi. Altro aspetto fondamentale è il carattere del quartiere che si presenta come un piccolo paese all’interno di una grande metropoli. Per questo motivo i progettisti hanno cercato di trovare spazio anche agli aspetti sociali, realizzando all’interno degli edifici progettati ampi spazi dedicati al co-housing, e piacevoli aree di verde dedicate al quartiere. I lavori riflettono la complessità del contesto: molteplici soluzioni per lo stesso edificio, guidate da strategie energetiche sempre differenti.
Le due giornate sono state intense e molto seguite. Nel suggestivo cortile della ex casa farmaceutica Serono, si è dato il via all’evento, con un’esplosione di colori e forme dei progetti. Un imponente plastico del quartiere, sottolineava le aree di intervento che la mattina dopo sono state invase dai pannelli espositivi dei giovani architetti e ingegneri del Master, in un tour itinerante attraverso i vicoli e le piazze del quartiere. Dopo la divertente sfilata tra i banchi del mercato, i progettisti hanno allestito i loro lavori nelle piazze in cui si trovano gli edifici presi in esame, e sono rimasti a disposizione della gente che, incuriosita, si avvicinava ai pannelli espositivi. Un bell’esempio questo proposto da PIGMENTI di come anche l’architettura possa abitare la strada e di come possa diventare facile accorciare le distanze tra progetti ed abitanti. A coronamento della manifestazione, musica dal vivo, allestimenti artistici, spettacoli per bambini.
Questa due giorni dedicata all’architettura, non è passata inosservata agli abitanti del quartiere, che numerosi si sono riversati nelle strade entusiasti, sperando di poter assistere con maggiore frequenza a iniziative di questo genere. Sarebbe auspicabile che il laboratorio del Pigneto possa estendersi oltre i propri confini, coinvolgendo anche altri quartieri, in un più ampio progetto di “nodi sensibili” a scala urbana.