• Articolo , 17 aprile 2009
  • Pigni: la rete elettrica italiana, non all’altezza degli obiettivi Ue 2020

  • In vista del G8 a Siracusa, l’Italia dovrebbe adeguare la propria rete alle esigenze attuali per poter rispettare i parametri fissati dall’Ue per il 2020

(Rinnovabili.it) – E’ Marco Pigni, il direttore dell’Aper (Associazione produttori energia da fonti rinnovabili), che lancia un appello per “un potenziamento della rete” proprio in vista del G8 Ambiente che si terrà a Siracusa dal 22 al 24 aprile.
Secondo il parere del direttore, “la rete italiana è troppo fragile e non è pronta a raggiungere l’obiettivo del pacchetto Ue 2020. Potenziarla servirebbe ad agevolare la distribuzione, in particolare per le rinnovabili non programmabili come quelle prodotte da vento e acqua”.
“L’Italia ha bisogno di maggiore concertazione Stato-Regioni e di una ripartizione tra regioni: al sud vanno tutelati il fotovoltaico e l’eolico e al nord l’idroelettrico (biomasse in entrambe le aree). Ma, in Italia, quello che “manca – insiste Pigni – è la pianificazione con delle appropriate linee guida nazionali”. A suo avviso il vertice di Siracusa costituisce “un’importante occasione per confrontarsi sui temi della green economy – che, ribadisce il direttore dell’Aper – spesso rimangono soltanto su un piano formale senza tramutarsi in fatti”. Pigni avverte che servono “la semplificazione e l’omogeneizzazione delle procedure autorizzative, il potenziamento della rete elettrica, la stabilità e la certezza dei sistemi normativi e di incentivazione”.

Il presidente Aper coglie l’occasione per sottolineare come gli investimenti nelle rinnovabili possano comportarsi da moltiplicatore economico, con oneri iniziali minori dei successivi ritorni in un rapporto davvero vantaggioso: “Da 1 miliardo di euro se ne generano almeno 3-4”. Ecco allora che davanti a performance del genere e con dati in continua crescita per ogni settore rinnovabile (nel 2008 l’energia totale prodotta da fonti pulite è aumentata di circa 7 miliardi di kWh) che Pigni chiede al ministro dell’ambiente uno sviluppo coerente con il pacchetto clima-energia. “Abbiamo davanti una sfida importante: la direttiva Ue approvata il 6 aprile sul pacchetto clima del 20-20-20. Per l’Italia l’obiettivo è del 17% di rinnovabili al 2020”.