• Articolo , 13 marzo 2008
  • Più biofuel dalle alghe coltivate “in verticale”

  • Un nuovo impianto per la produzione di biodiesel che promette una maggiore efficienza grazie alla particolarità di estendersi in verticale

La sperimentazione era iniziata a dicembre del 2007, ed ora l’azienda texana Valcent sta raccogliendo i primi frutti della sperimentazione di Vertrigo, un impianto per la produzione di alghe con una capacità produttiva di biodiesel ad ettaro nettamente maggiore rispetto ad altri sistemi. A differenza delle caratteristiche vasche-acquari dove sono normalmente coltivate le alghe per la produzione di biomassa, il bioreattore Vertrigo è costituito da borse di plastica trasparenti disposte verticalmente che permettono un maggiore sfruttamento di tutta l’energia irradiante. Questa tecnologia ha il merito di utilizzare al meglio lo spazio disponibile e quindi di aumentare la produttività dell’area, stimando una produzione di circa 60.000 litri di olio vegetale all’anno per ettaro (un ettaro di soia produce annualmente solo 880 litri). Il tutto utilizzando poca acqua, grazie al suo processo a circuito chiuso, senza significativi costi di manodopera e non sfruttando aree destinate a fini agricoli. Inoltre secondo gli addetti al progetto l’efficienza della fotosintesi in questo caso è del 10% mentre normalmente la vegetazione riesce ad assorbire al massimo il 2% dell’energia solare incidente. Ogni ettaro adibito all’installazione di bioreattori darebbe modo di produrre 276 tonnellate di bio-diesel all’anno contro le 40 tonnellate ottenute dagli impianti classici. Attualmente la sperimentazione sta cercando di focalizzare meglio i limiti produttivi variando il pH, la concentrazione di anidride carbonica, la temperatura ed altri parametri. Il bioreattore Vertigro è la tecnologia ideale da affiancare a un impianto industriale, la cui anidride carbonica prodotta viene incanalata dalle ciminiere di scarico per essere indirizzata, tramite un’enorme ventola, all’impianto.