• Articolo , 13 maggio 2010
  • Plastica come carburante, un nuovo progetto la trasforma in energia

  • Materiali plastici non biodegradabili impiegati per la produzione di energia. Gli studenti del Massachussets hanno realizzato un bruciatore che potrebbe abbassare il costo dell’elettricità riducendo l’estensione delle discariche

(Rinnovabili.it) – I ricercatori della Northeast University del Massachussets hanno realizzato un innovativo sistema per la trasformazione dei rifiuti in energia focalizzando il procedimento sulla combustione delle materie plastiche non riclabili.
Il progetto è stato portato avanti da un team di studenti guidati dal professor Yiannis Levendis, dal cui impegno è nato un prototipo di bruciatore di rifiuti in grado di separare la plastica non biodegradabile e utilizzarla come fonte energetica combustibile alternativa.
Il sistema utilizza due serbatoi per due fasi di lavorazione differenti: nella prima fase la plastica subisce un processo di pirolisi durante il quale viene sottoposta ad alte temperature che ne favoriscono la decomposizione portando il materiale dallo stato solido a quello gassoso. Il gas ottenuto viene poi convogliato nel secondo serbatoio dove viene incendiato per mezzo di ossidanti che generano calore e vapore, declinati successivamente per la generazione di energia elettrica. Il sistema sfrutta anche il calore generato durante i processi permettendo al sistema di essere autosufficiente dal punto di vista energetico.
“Il prototipo può essere realizzato fino a larga scala riuscendo così ad alimentare anche una centrale elettrica, che potrebbe essere collegata ad un centro di riciclaggio della plastica ottenendo così un flusso costante di carburante”, ha dichiarato David Laskowski, membro del team di ricerca.
Sulla base dei loro calcoli, il dott. Laskowski ha dichiarato che la nuova tecnologia per la trasformazione dei rifiuti in energia è potenzialmente in grado di sostituire fino a 462 milioni di galloni di petrolio qualora venissero processati tutti i materiali di plastica riciclata negli Stati Uniti. Questo sarebbe sufficiente ad evitare il rilascio di 23,8 milioni di tonnellate di biossido di carbonio attualmente generate dall’utilizzo di combustibile fossile con la conseguente diminuzione del prezzo dell’elettricità riuscendo a ridurre drasticamente la quantità di materiali che vanno ad alimentare le discariche.